Ogni giorno video dedicato ai capolavori e non solo. Schmidt: «Ora omaggio a Raffaello» Chiamatela resilienza o se volete creatività. Adeguarsi alle restrizioni sta diventando complicato. Ma può aprire la stura a buone pratiche di condivisione. Virtuale, ma non è poco. Vale per tutti, vale anche per i musei, per i cinema e i festival, chiusi i primi, rinviati gli ultimi dal decreto dell'8 marzo emanato per l'emergenza Coronavirus. Alcuni di loro si sono attrezzati per portarci a casa le opere d'arte. A Firenze i primi a essersi mossi in questo senso sono stati quelli de «Lo Schermo dell'Arte», festival internazionale di cinema dedicato all' arte contemporanea e, che, dal 12 marzo, metterà online, in streaming gratuito, una serie di titoli sulla piattaforma Mymovies. I primi musei, invece, sono stati quelli delle Gallerie degli Uffizi che da ieri, su una pagina Facebook dedicata (www.facebook.comuffizigalleries), hanno inaugurato il progetto «Uffizi Decameron»: ogni giorno vedremo un video nuovo in cui o il direttore Eike Schmidt o chi per lui, ci presenteranno capolavori, dai più noti (il video di lancio passa in rassegna la sala Botticelli, l'Adorazione dei Magi di Leonardo, il Tondo Doni e la Madonna della Seggiola ) a quelli meno conosciuti. «Perché dice Schmidt vogliamo che l'arte, seppur da lontano continui a nutrire ciascuno di noi». Al nuovo piano stanno lavorando in tanti, anche gli assistenti di sala che presto vedremo con l'hashtag lamiasala. Intanto prepariamoci al primo video, quello dedicato alla sala di Raffaello. «Non poteva essere diversamente aggiunge il direttore volevamo rendergli un omaggio per i 500 anni dalla sua morte». Poi svela: «Forse uno degli appuntamenti più belli sarà quello che ci vedrà entrare in punta di piedi e senza scarpe, dentro alla Tribuna per farvi vedere online dettagli altrimenti celati». Per il resto i siti degli altri musei fiorentini, dal Bargello all'Accademia, sono pieni di foto con didascalie in cui vengono presentate le opere più belle. Chissà che anche loro, come hanno fatto quelli de «Lo Schermo dell'arte» e poi Bradburne e Schmidt, non ci possano invitare virtualmente a fare un giro nelle loro sale più o meno note. Sarebbe bello, giorno dopo giorno, scoprire, accompagnati da esperti, le meraviglie dei fondi oro in Galleria, quelle di Desiderio da Settignano e Donatello al Bargello. E perché no, la collezione Bardini o la raccolta delle opere di Alberto Della Ragione al Museo Novecento o gli affreschi del Beato Angelico a San Marco. Renderebbero queste settimane più lievi e, allo scadere delle restrizioni, i loro musei sarebbero invasi da «nuovi visitatori» curiosi.