L'Atac: lavori indispensabili e urgenti Angelo Bottini: trovare un modus operandi UN CANTIERE aperto lungo i binari del tram, per ricostruire un percorso accidentato e pericoloso. Sepolto sotto quell'asfalto tranciato dai lavori, un quadrante prezioso della città antica: la strada e il quartiere di epoca romana che le corre a fianco. Mezzo chilometro di via Labicana, compreso tra laMerulana e via dei Normanni: è qui che riaffiora l'imbarazzo di quello che a prima vista potrebbe sembrare un vecchio problema e che da due giorni si è tradotto concretamente in un cantiere bloccato dalla Soprintendenza Archeologica. La storia è presto detta: l'intervento dell'Atac sulla corsia centrale della Labicana è cominciato il 6 giugno, con le autorizzazioni del XIIDipartimento delComunee del I Municipio, ma non della Soprintendenza, alla quale la richiesta del nulla osta è arrivata solo l'8 settembre. «Il progetto è scaturito dalla relazione geologica, che evidenziava pericoli per l'incolumità di pedoni e passeggeri trasportati lungo via Labicana. Si è proceduto in questo modo per l'urgenza dei lavori», fanno sapere dall'Atac. «L'intervento era ineludibile non solo per la strada, ma anche per sistemare l'asse tranviario e i residenti - spiega l'assessore alla Mobilità del I Municipio, Letizia Cicconi - lo richiedevano da anni. Noi abbiamo dato l'autorizzazione per ciò che ci compete ». La Soprintendenza, invece, ha scoperto il cantiere solo durante dei controlli di routine e ha quindi richiesto la documentazione: quella arrivata appunto l'8 settembre, con cui si chiede l'autorizzazione per gli scavi che l'Atac intendeva iniziare il 26 settembre. Intanto, nel fragile sottosuolo attraversato da vecchie condutture idriche e fognarie, sono stati piantati 2.800 paletti con funzione di consolidamento e la Soprintendenza teme che in questo modo siano stati prodotti dei danni ai resti archeologici. Adesso, a cantiere bloccato, la soluzione dovrebbe arrivare dall'incontro di domani tra il soprintendente Angelo Bottini, l'assessore capitolino alla Mobilità, Mauro Calamante, e l'Atac. «Noi abbiamo il dovere di tutelare il patrimonio archeologico, ma non abbiamo pregiudiziali. Verificheremo le necessità - spiega il professor Bottini - e se siano stati provocati guasti. Il punto è stabilire con gli interlocutori un modus operandi che ci metta al riparo da altri incidenti di percorso». Questo infatti è il primo "incidente" del genere in cui incappa Bottini, a Roma solo da pochi mesi. Ed è anche il suo primo" no". «Ogni tanto dobbiamo dire "no", ma vorremmo farlo in fase preliminare», conclude lui. Quel mezzo chilometro di strada, insomma, è diventato il banco di prova per la futura convivenza tra le esigenze della tutela e della città moderna. «Siamo prontissimi a recepire tutte le indicazioni ed è già prevista la nomina di un archeologo della Soprintendenza da affiancare alla direzione dei lavori», dichiara l'Atac. «Sono solidale con la Soprintendenza, i pareri vanno chiesti preventivamente. C'è stato un errore », commentaCalamante. AGENDA NUMERI UTILI