È stata la passeggiata più spettrale nella storia di Firenze quella di ieri. E non solo per il deserto di piazza della Signoria, Ponte Vecchio, via de' Tornabuoni, Palazzo Pitti e l'agorà dove una volta trionfavano tra la folla la cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Battistero e il Campanile di Giotto. La città del Giglio sembra un fantasma, se pur ancora bellissimo. Fanno impressione i musei sprangati, come l'Accademia del David di Michelangelo e gli Uffizi con il loggiato senza le proverbiali code. Il direttore, Eike Schmidt, pensando al Decameron del Boccaccio, ha deciso un'apertura virtuale della Galleria sui social con foto e video dei capolavori oggi purtroppo invisibili. E non è solo la Bellezza a doversi nascon-dere. Persino l'Antico Vinaio, il mitico paninaro conosciuto nel mondo, ha deciso di chiudere per evitare le proverbiali code (che forse non ci sarebbero). Poi alle 18 chiusura completa come da ordinanza.
Firenze. La folla è scomparsa. Gli Uffizi solo sui social
È stata la passeggiata più spettrale nella storia di Firenze quella di ieri. E non solo per il deserto di piazza della Signoria, Ponte Vecchio, via de' Tornabuoni, Palazzo Pitti e l'agorà dove una volta trionfavano tra la folla la cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Battistero e il Campanile di Giotto. La città del Giglio sembra un fantasma, se pur ancora bellissimo. Fanno impressione i musei sprangati, come l'Accademia del David di Michelangelo e gli Uffizi con il loggiato senza le proverbiali code. Il direttore, Eike Schmidt, pensando al Decameron del Boccaccio, ha deciso un'apertura virtuale della Galleria sui social con foto e video dei capolavori oggi purtroppo invisibili. E non è solo la Bellezza a doversi nascon-dere. Persino l'Antico Vinaio, il mitico paninaro conosciuto nel mondo, ha deciso di chiudere per evitare le proverbiali code (che forse non ci sarebbero). Poi alle 18 chiusura completa come da ordinanza.
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