Vicenda bookshop: la moglie del dirigente è componente del CdA dell'Electa, la società che gestisce la libreria aperta senza permessi POMPEI. Scavi di Pompei, la Ugl scrive al Ministro e chiede la rimozione del Soprintendente Guzzo. E il coordinatore nazionale non risparmia le accuse: «Dalle dichiarazioni del Soprintendente Guzzo (nella foto) spesso abbiamo capito che tutti i mali degli scavi più famosi del mondo fossero da ricercare nei custodi. Oggi apprendiamo che la moglie del soprintendente fa parte del Cda dell'Electa, la società che gestiva il punto vendita chiuso perché abusivo. Consentiteci la sorpresa» dichiara il coordinatore della Ugl Beni Culturali, Renato Petra che nei giorni scorsi aveva preannunciato un intervento nazionale. Proprio ieri, fa sapere Petra «è partita ufficialmente la richiesta di ispezione al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la contestuale richiesta di rimozione del Soprintendente. La Soprintendenza di Pompei non è nuova a situazioni sorprendenti - continua Petra - e già qualche anno fa proprio la nostra organizzazione sindacale inviò esposto alla Procura della Repubblica sulle assunzioni di parenti e familiari di sindacalisti nella biglietteria privata». Il responsabile nazionale della Ugl non risparmia battute anche su alcuni accordi sindacali che assicurerebbero un pax "antisciopero" tra rappresentanti dei lavoratori e amministrazione sulla base di pagamenti arretrati da 18 anni. «I colleghi sindacalistipuntualizza Petradimenticano però che questo genere di accordo era già stato fatto due anni fa e non avevamo visto un euro. Oggi si replica e loro cantano vittoria con i lavoratori». Ma da dove parte questa vicenda? Il "caso" scoppiò a seguito delle verifiche avviate dai vigili urbani della cittadina mariana all'interno della Soprintendenza Autonoma. Stando a quanto avrebbero accertato gli agenti che hanno provveduto ad effettuare i controlli, il punto di vendita era del tutto sconosciuto agli uffici municipali. Insomma il Comune non avrebbe mai rilasciato alcuna autorizzazione amministrativa. Anche se questo è stato smentito categoricamente dalla società interessata. Stando, però, a quanto rilevato, la struttura destinata alla commercializzazione di pubblicazioni ed ausili multimediali inerenti le rovine di epoca romana sarebbe sorta dal nulla. Un'attività, peraltro ben avviata, di cui la ripartizione commercio del comune ignorava, però, l'esistenza. Poi un'ulteriore scoperta: la consorte del Soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, la signora Rosanna Cappelli, fa parte del consiglio di amministrazione della "Electa", la società che gestiva il punto vendita chiuso, perché "abusivo". Il fatto che "lady Guzzo" rivestisse questo incarico non sarebbe una violazione di norme giuridiche, piuttosto un problema di opportunità una sorta di conflitto di interessi. Ma a questo punto sarebbe anche opportuno sapere se Guzzo era a conoscenza dell'iniziativa imprenditoriale portata avanti dalla consorte.