Nel passaggio da 'Primato" al 'Politecnico" si chiariscono molti aspetti alla cultura italiana. Personalità come Alvaro, Pavese, Argan, Montale, Luzi, Quasimodo, Zavattini e altri passarono con disinvoltura da una sponda culturale all'altra SI È acceso il dibattito in questi giorni sugli intellettuali italiani passati dal fascismo all'antifascismo, grazie anche al libro di Mirella Serri "I redenti" (Il Corbaccio), di cui ci ha parlato Enrico Nistri l'altro giorno. Non poteva cadere in un momento migliore l'uscita di uno studio caro a chi ha a cuore lo svolgimento delle vicende culturali italiane di quegli anni cruciali: si tratta di "Primato, ovvero la sfida delle idee" di Pierfranco Bruni e Pio Rasulo, curato per le Edizioni del Centro Studi "Francesco Grisi". È dedicato alla celebre rivista pubblicata tra il 1940 e il 1943, fondata da Giuseppe Bottai e diretta insieme a Giorgio Vecchietti. Una "palestra" d'idee sulla quale si confrontarono tutti i migliori ingegni della cultura italiana pur di diverso orientamento politico. Il Centro Studi e Ricerche "Francesco Grisi", presieduto da Pierfranco Bruni, ha compiuto infatti una ricerca sul ruolo degli scrittori e degli intellettuali che operarono negli anni del fascismo e che dopo la sua caduta operarono nella cultura del dopoguerra. La ricerca, che ha avuto il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, pone in evidenza un interessante dibattito sia letterario che filosofico-politico. Infatti, analizza scritti significativi d'intellettuali che aderirono al fascismo prima e subito dopo (1944-45) al comunismo. Dal fascismo all'antifascismo degli scrittori di "Primato". Il percorso segue delle linee che vanno sostanzialmente dagli intellettuali di "Primato" agli intellettuali de "II Politecnico". Una rivista sulla quale si espressero nomi come Corrado Alvaro, Cesare Pavese, Carlo Giulio Argan, Eugenio Montale, Mario Luzi, Salvatore Quasimodo, Carlo Bernari, Cesare Zavattini e molti altri. Nomi presenti nella cultura tra le due guerre: presenti sulla rivista di Bottai e presenti ancora sulla rivista "Il Politecnico". «Scrittori tra due bandiere. Questi intellettuali - precisa Pierfranco Bruni nell'introduzione -trovarono nella rivista di Bottai un punto di coagulo considerato soprattutto il tono degli interventi e le problematiche affrontate. Intellettuali vicini a Bottai e subito dopo vicini a Vittorini». La rivista quindicinale "Primato" dominò il dibattito dal 1 marzo 1940 al 1 luglio 1943. La rivista "Il Politecnico" fondata e diretta da Elio Vittorini a Milano dal 29 settembre 1945 al 6 aprile 1946 uscì come settimanale e dal maggio dello stesso anno sino al dicembre del 1947 come mensile. «Le due riviste - sottolinea ancora Pierfranco Bruni - operarono nel campo della politica e della cultura. Dopo la caduta del fascismo gran parte degli scrittori di "Primato" invertono l'indirizzo e firmano per Vittorini». "La sfida delle idee" di Pierfranco Bruni e Pio Rasulo è uno studio, infatti, valido che pone all'attenzione il ruolo di una rivista che è stata centrale all'inizio degli anni Quaranta. "Primato", un modello di confronto e di fare cultura. Giuseppe Bottai rappresenta un tassello significativo non solo in quanto ideatore della rivista ma in quanto operatore culturale. Siamo negli anni della caduta del fascismo. Siamo negli anni cruciali della seconda guerra mondiale. "Primato" chiude alla vigilia della caduta del fascismo regime. Gli anni '40 - '43 sono stati anni ricchi culturalmente e aperti a un confronto a tutte campo. Questo saggio cerca di mettere in evidenza gli aspetti peculiari e il ruolo che ha svolto la rivista attraverso due percorsi dialettici: la letteratura e la filosofia, ovvero l'Ermetismo e l'Esistenzialismo. Il saggio si arricchisce di due antologie che sono gli scritti apparsi su "Primato" sui temi della letteratura e della filosofia. Oltre ai due saggi di Rasulo e Bruni, il volume si chiude con una nota di Francesco Grisi risalente agli anni Ottanta. Si tratta, dunque, di un'attenta e articolata pagina di storia della cultura sulle quale il Centro Studi ha aperto un confronto già anni or sono con convegni e incontri tematici vari. Questa lavoro costituisce un riferimento ma anche uno stimolo per penetrare sia letterariamente che filosoficamente, sul piano della rivisitazione storiografica, elementi di una storia che appartiene al patrimonio di un paese. Il titolo suggestivo sprona ad una verifica proprio sulle idee. La sfida delle idee è dentro "Primato".
Intellettuali tra Bottai e Vittoriani. Uno studio promosso dal ministero per i Beni Culturali sugli scrittori passati dal fascismo all'antifascismo
Il libro "Primato, ovvero la sfida delle idee" di Pierfranco Bruni e Pio Rasulo esplora il ruolo della rivista "Primato" fondata da Giuseppe Bottai tra il 1940 e il 1943. La rivista era un punto di confronto per gli intellettuali italiani di diverse ideologie, tra cui il fascismo e l'antifascismo. Il libro analizza gli scritti di intellettuali come Corrado Alvaro, Cesare Pavese, Carlo Giulio Argan, Eugenio Montale e altri che hanno passato dal fascismo all'antifascismo. La rivista "Primato" dominò il dibattito culturale fino alla caduta del fascismo nel 1943.
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