San Giorgio in Velabro, l'Orto di Santa Croce in Gerusalemme, il Museo Storico della Fanteria e il Palazzo dei Conservatori sono le «location» di «Esplorazioni»: 4 attori ripercorreranno la vita di altrettanti personaggi dell'arte e della storia romana ABBINARE le storie di personalità della cultura a luoghi insoliti, suggestivi e poco conosciuti della città in una rassegna al confine tra arti diverse come la letteratura, la visione e la performance è la sfida rinnovata dalla sesta edizione di «Esplorazioni», l'iniziativa scenica ideata e diretta da Gioia Costa con il sostegno del Comune che si arricchisce quest'anno della presenza della Fondazione Silvano Toti. I quattro appuntamenti, dal 19 settembre al 14 ottobre, compongono il cartellone affidato ad altrettanti interpreti emblematici del nostro palcoscenico, qui chiamati a misurarsi con le avventure e le parole di figure celebri in spazi monumentali che meritano di essere riscoperti e valorizzati. Gli spettacoli hanno quindi una formula itinerante che permette di seguire idealmente i percorsi artistici dei protagonisti e al tempo stesso di penetrare in musei, palazzi, chiese e giardini gravidi di storia. Si comincia il 19 settembre con «Mastro Titta passa ponte», liberamente ispirato alle memorie di Giovanni Battista Bugatti, con Tommaso Ragno nei panni del boia tornano ottocentesco in un ritratto dell'epoca, commentato dagli interventi originali di Byron e Dickens e non alieno da riferimenti all'odierno utilizzo della pena capitale. L'ambientazione all'interno della Basilica di San Giorgio in Velabro è stata scelta in quanto corrisponde all'area in cui il giustiziere esercitava la sua attività in nome del Pontefice. Segue dal 26 settembre «Non ho imparato nulla», sintesi realizzata dall'attrice Maria Paiato di «Scottature», primo libro scritto da Dolores Prato a quasi novant'anni. L'esclusione infantile dalla famiglia d'origine vissuta dalla scrittrice, ancora troppo "poco apprezzata nel nostro paese, è richiarata dalla scenografia naturale dell'Orto Monastico di Santa Croce in Gerusalemme, specchio virtuale dell'educandato delle Suore Salesiane della Visitazione in cui ha trascorso gli anni della formazione. «Dolores Prato è una gatta da pelare - ha detto ironicamente Maria Paiato - Ha un linguaggio inconsueto, difficile da proporre e veramente ostico da imparare a memoria. Sento una bella e piacevole responsabilità. Inoltre devo capire come sfruttare i viottoli, gli anfratti, i colori e gli odori del giardino splendido che mi ospiterà». Sarà invece Fabrizio Gifuni a cimentarsi dal 5 ottobre con «L'ingegner Gadda va alla guerra», una partitura testuale ricavata dai diari del romanziere e proposta nel Museo Storico della Fanteria. «Gadda attraversa il periodo fra i due conflitti mondiali con sguardo prima complice e poi disincantato - dice l'attore, reduce dai successi cinematografici veneziani - Qui c'è lo scrittore che pone l'accento sulle armi e sulla fisiologia dell'evento bellico, raccontando la trasformazione del nostro paese e offrendo un contributo unico alla lingua italiana come fantasma formato da mille lingue diverse». Chiuderà, infine, dal 12 al 14 ottobre il partenopeo Enzo Moscato con «Sangue e Bellezza», incontro folgorante tra Caravaggio e Artaud nel Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini. Gli spettatori sono invitati a prenotare al 3486447337 e possono acquistare un abbonamento per l'intera manifestazione a soli 40 euro.