In un libro gli interventi di professionisti e rappresentanti della società civile «per costruire il futuro» Matera. Immaginare una città, progettare il suo futuro forti delle esperienze che l'hanno fatta crescere vuol dire soprattutto mettere in discussione metodi, strumenti e meccanismi. Lo fa il libro «Idee per Matera» presentato ieri dall'associazione Medeura e dal Movimento Volt, frutto di incontri che si sono svolti tra gennaio e febbraio e che hanno colto 70 differenti voci cittadine: dai professionisti agli sportivi, dagli operatori turistici ai sindacalisti passando attraverso la forte presenza delle associazioni. Il risultato è una mappa delle esigenze ma anche degli obiettivi che, come spiega Enzo Santochirico di Medeura, «Passano attraverso alcune parole chiave come partecipazione». I tempi sono cambiati e oggi l'esigenza forte in città è proprio quella di essere protagonisti di un percorso che ha vissuto una sorta di «prova tecnica» nel 2019 anno in cui Matera è stata Capitale europea della Cultura. Il risultato però presenta luci e ombre perché se da un lato i cittadini hanno acquistato consapevolezza, dall'altro non hanno potuto contare su uno strumenti tali da offrire uno sguardo a lunga gittata. Le 70 voci che compongono le pagine del volume, tra poco anche on line e, conferma anche Eustachio Follia del Movimento Volt, materiale utile per approfondimenti politici, rappresentano l'identikit di una città che per alcuni versi cerca ancora la sua identità non solo in chiave europea ma anche pensando all'eredità di un percorso che merita di non essere dispersa. Nell'introduzione di Santochirico il concetto è spiegato: «Venature di delusione e preoccupazione connotano stato d'animo e riflessioni post 2019, ma non diventano mai risentimento, rassegnazione, rimozione quanto piuttosto sottolineatura dei limiti avvertiti e indicazione della direzione da seguire». Non è un caso che la copertina del volume riporti immagini dei Sassi di Matera in versione sgranata, non ancora chiara e visibile, descrivendo in fondo lo stato d'animo attuale in cui attraverso molti interrogativi si cerca di dare voce alla Matera del futuro in grado di esprimere le migliori potenzialità. Scrive Eustachio Follia in apertura del volume: «Si produce cultura viva promuovendo la città creativa, animata, che catalizza talenti da ogni parte del mondo. Si tratta - prosegue - di saper costruire un habitat nel quale la classe creativa abbia voglia di vivere e abitare, si tratta di avere la capacità di offrire esperienze analogiche straordinarie in un mondo pervaso dal digitale». Il segreto è fare in modo che la città patrimonio Unesco dal 1993 sia capace di guardarsi dentro e proiettarsi all'esterno evitando luoghi comuni e immagini patinate, ma dando voce alla comunità in crescita che si è fatta sentire con progetti chiari e domande perentorie. Nelle note di copertina il progetto che è entrato a far parte del libro viene ulteriormente chiarito: «In 70 hanno preso la parola componendo un ricco mosaico di analisi, riflessioni, idee, proposte di grande utilità».