L'assessora regionale: «Voglio riaprire il museo delle scienze» Vittoria Poggio la inseguivo da un pezzo. È insolito, per me, inseguire qualcuno per un'intervista. Ma il personaggio mi incuriosiva. Assessore regionale al Commercio e al Turismo e, un po' per caso, anche alla Cultura, la Vittoriona sulle prime ha lasciato perplessi. Commerciante di Alessandria, persona affabile e civilissima, tutt'altro che sprovveduta: ma del mondo della cultura non sapeva un tubo. In compenso conscia dei suoi limiti: s'è messa a studiare con applicazione e, direi, un certo profitto. E ha evitato di andarsene in giro a pontificare su ciò che non sapeva. Adesso, però, il tempo per studiare l'ha avuto; e le gravi conseguenze del ciclone-Coronavirus sulle imprese che producono cultura rendevano inderogabile l'intervista. Così sono andato a trovarla in ufficio e abbiamo parlato dell'universo mondo culturale: dei pericoli che corre oggi, ma anche di quelli che corre sempre, virus o non virus. Partiamo dall'attualità. A causa dell'emergenza anche la cultura vive una crisi drammatica. E voi che fate? «C'è un coordinamento tra gli assessori alla Cultura delle regioni coinvolte. Abbiamo mandato una lettera al ministro Francheschini con richieste di buon senso per le imprese del settore culturale». Quindi c'è contezza che viene colpito un settore produttivo e non un manipolo di sfaccendati? «Assolutamente. Chiediamo la cassa integrazione straordinaria come per i lavoratori di ogni altra impresa; e che i finanziamenti del Fus siano estesi anche ai teatri che di solito non vi accedono; poi interventi per il settori cinematografico e museale, e per tutto quel mondo colpito dai provvedimenti di chiusura. Ora incontreremo Franceschini per concretizzare». Se il blocco prosegue andranno a fondo per prime le imprese piccole o piccolissime, che sono le più fragili e fanno fronte alle spese di gestione con gli incassi di giornata. I costi fissi restano anche se l'attività è ferma, e incombono le rate dei mutui, e gli adempimenti fiscali. Tanti non hanno riserve. Non ce la possono fare. «Infatti chiediamo la sospensione delle rate dei mutui e un alleggerimento della pressione fiscale. Ma anche un miglioramento delle condizioni del credito ordinario dalle banche, e la sospensione o la rateizzazione dei contributi previdenziali. In generale un alleggerimento della pressione fiscale. Vedremo se dall'incontro con il ministro usciranno altre idee». La Regione dovrebbe almeno saldare quanto ancora dovuto dei contributi degli anni passati. «Io non posso che sollecitare, come sto già facendo, per sveltire i pagamenti. Intanto cerchiamo accordi con le banche per garantire un anticipo che dia una copertura immediata a certe iniziative. Questo era già previsto, a maggior ragione è urgente adesso». Bon, datevi una mossa. E i contributi pubblici per le manifestazioni annullate all'ultimo momento? Legalmente, se non la manifestazione non c'è stata il contributo non può essere versato; ma gli organizzatori le spese le hanno sostenute comunque. «Mi rendo conto del problema. E mi impegno a cercare una soluzione». Molto bene. Passiamo ad altro. Tu hai deciso di non dare più alla Fondazione Torino Musei i 150 mila euro che la Parigi per due anni ha largito come extra bonus. Formalmente servivano per realizzare progetti specifici che in realtà non sono stati neanche avviati: quei soldi nei fatti sono andati a pagare degli stipendi che la Fondazione non poteva più accollarsi a causa dei tagli del contributo comunale. La logica vuole che, se tu non mi dai il cammello, io non ti do il denaro. Tu non hai visto il cammello e non dai più il denaro. Però in Comune sono arrabbiatissimi.
Piemonte. Poggio: Cassa integrazione e fondi per tutte le imprese. Così salveremo la cultura
L'assessore regionale al Commercio e al Turismo, Vittoria Poggio, è stata intervistata per discutere della crisi della cultura a causa del coronavirus. Ha spiegato che la Regione ha inviato una lettera al ministro Francheschini con richieste di buon senzo per le imprese del settore culturale, tra cui la cassa integrazione straordinaria, finanziamenti per i teatri e il settore cinematografico e museale. Ha anche chiesto la sospensione delle rate dei mutui e un alleggerimento della pressione fiscale. La Poggio ha anche parlato della crisi delle manifestazioni culturali annullate all'ultimo momento e ha promesso di cercare una soluzione.
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