«Una città non è disegnata, semplicemente si fa da sola. Basta ascoltarla, perché la città è il riflesso di tante storie». Ha ragione Renzo Piano, ogni città ha l'anima, la struttura, i contorni di chi la vive. Nel bene e nel male. In un mondo ideale le città dovrebbero esprimere bellezza e civiltà, valori e rispetto, dignità e appartenenza. Ma il mondo ideale è un estetismo dei nostri desideri e diversa è la realtà. Ma anche la realtà dovrebbe avere dei precisi limiti, dei paletti di dignità oltre i quali non andare. E dunque: come è possibile che un concentrato di unicità come Roma possa subire l'onta di accampamenti veri e propri nelle sue parti più delicate, più sacre? La scoperta di una sorta di monolocale attrezzato con «fungo» per scaldare, impianto di illuminazione, tappeto e letto all'interno di un passaggio delle mura aureliane, ad un passo da Via Veneto, ripropone il tema ormai logoro di un decoro urbano smarrito. Sia chiaro: il senza tetto che l'ha occupato ha seguito il suo istinto di sopravvivenza in una città che come altre offre poco e niente a chi non ha nulla. Ma è possibile che nessuno si sia accorto di niente in una zona così vigilata? Nessuno ha visto? O non ha voluto vedere per non dover poi trovare una sistemazione dignitosa a chi vive quell'angolo di storia ridotto a tugurio? Ma allora, chi controlla i controllori? Non sarà che, come sosteneva Lenin, «la fiducia è bene ma il controllo è meglio»?
Il decoro che non c'è, abitazione nelle mura aureliane
Una città non è disegnata, ma si fa da sola. Ogni città ha un'anima, struttura e contorni che riflettono chi la vive. Nel bene e nel male. La realtà è diversa dall'ideale, ma la dignità dovrebbe avere dei limiti. La scoperta di un concentrato di unicità come Roma con un accampamento di persone senza tetto nella sua parte più delicata solleva il tema del decoro urbano smarrito. Il senza tetto ha seguito il suo istinto di sopravvivenza in una città che offre poco e niente a chi non ha nulla. Nessuno sembra aver visto o voluto vedere per non dover trovare una sistemazione dignitosa. Chi controlla i controllori? La fiducia non è sufficiente, il controllo è meglio.
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