Non l'acciaio, non il cemento, ma la cultura è la materia prima delle imprese». Con questa massima è stato inaugurato ieri il forum internazionale "Costruire con la Cultura", organizzato dalla Darc (Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanee del ministero per i Beni e le attività culturali) e dal "Sistema Impresa e cultura", associazione no profit che da dieci anni promuove il ruolo della cultura come fattore di sviluppo. Fino a poco tempo fa investimento in cultura era rubricato dalle imprese come semplice liberalità o leva per il marketing, ma oggi la tendenza sembra mutata. «Il futuro dell'economia occidentale sostiene Colin Tweedy, chief executive del network britannico Art Business è che l'arte e l'impresa camminino insieme». Luigi Abete, presidente dell'Unione degli industriali di Roma, restringe il campo delle previsioni all'Italia: «L'economia dell'intrattenimento culturale è l'unica strada che nell'era post-industriale può garantire al nostro paese un serio rinnovamento produttivo e una crescita all'altezza dei tempi passati. Indispensabile diventa creare un network tra istituti culturali e le migliaia di medie imprese che popolano il nostro territorio. A Roma in qualche modo ci stiamo riuscendo». La capitale infatti rappresenta un laboratorio avanzato di questa interazione. «La Camera di Commercio racconta Carlo Fuortes, amministratore delegato della Fondazione che gestisce l'Auditorium romano ha versato nelle casse della nostra fondazione 22 milioni avendo individuato nel Parco della musica un volano per l'economia locale». Ma il trend dei finaziamenti erogati dalle imprese al settore cultura e spettacolo è in crescita non solo a Roma. Nel 2004 hanno raggiunto la cifra di 19 mln di euro. Ancora più alta la somma stanziata dalle Fondazioni: circa 340 min nel 2003. Oltre ad essere in gioco un fattore «etico per chi opera sul territorio» come dice Mario Ciaccia, presidente Arcus spa (Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo voluta dal Ministero dei Beni Cutlurali) e responsabile di Banca intesa, il fatto è che oggi «investendo in cultura le aziende hanno qualcosa in cambio sostiene Marco Mariotti di Philip Morris Italia Ci si differenzia dal competitor rafforzando il brand e l'azienda viene apprezzata dal pubblico per la sua responsabilità», un requisito quest'ultimo, che sta diventano fondamentale per determinare le scelte dei consumatori.
Imprese con le idee
Il forum internazionale "Costruire con la Cultura" è stato inaugurato a Roma con la partecipazione di imprese e istituti culturali. La cultura è considerata la materia prima delle imprese e il futuro dell'economia occidentale dipende dalla sua valorizzazione. L'Unione degli industriali di Roma sostiene che l'economia dell'intrattenimento culturale è l'unica strada per il rinnovamento produttivo e la crescita dell'Italia. La Camera di Commercio di Roma ha versato 22 milioni di euro alle casse della Fondazione Auditorium romano per promuovere il Parco della musica. I finanzamenti erogati dalle imprese al settore cultura e spettacolo sono in crescita, con un aumento del 19% nel 2004.
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