Il ritrovamento dopo quello del frammento di cervello. Sirano: non ve n'era traccia NAPOLI. Poco più di una settimana dopo la pubblicazione di una ricerca sul ritrovamento di un frammento di cervello vetrificato, probabilmente del custode della casa degli Augustali, gli Scavi di Ercolano riservano un'altra sorpresa. Nel corso di lavori di riqualificazione, in via del Mare, è stato rinvenuto un tunnel borbonico, utilizzato dai primi esploratori settecenteschi di calarsi nelle viscere della città antica. Proprio in quest'area iniziarono i primi scavi, dopo il ritrovamento dei muri del fronte di scena del teatro antico sul fondo di un pozzo utilizzato per l'irrigazione. Il tunnel è stato riportato alla luce dopo la rimozione di materiale di risulta e il livellamento della quote per l'installazione di un'area giochi per bambini. Tale opera rientra in un vasto progetto nel quale sono impegnati il Comune, il Parco archeologico e la Fondazione Packard per riconnettere la città antica e quella moderna attraverso interventi di ricucitura urbanistica con giardini, spazi verdi e percorsi panoramici. Gli scavi borbonici furono portati avanti per quasi tutto il XVIII secolo. Si può dire che tutta l'area a ridosso del tratto centrale dell'attuale corso Resina era costellato di pozzi attraverso i quali si poteva scendere a una profondità compresa tra i 10 e 25 metri rispetto alla campagna sovrastante la città antica. Al fianco dei cunicoli ufficiali, voluti da Alcubierre, ne furono scavati altri clandestini da tombaroli interessati al depredare il sito. Il direttore del parco Francesco Sirano non nasconde la propria emozione di fronte al nuovo ritrovamento. «Al vedere questa galleria - confida - ho immediatamente pensato che da qui potrebbero essere passati i meravigliosi affreschi con Achille e Chirone, con Teseo e il Minotauro e le grandi statue degli imperatori della discendenza di Augusto che oggi ammiriamo al Museo nazionale di Napoli». Con il prosieguo dei lavori potranno emergere altre importanti informazioni. «Di questo specifico tunnel - spiega sempre Sirano - non vi era prima traccia e grazie a queste scoperte si chiarisce ulteriormente la stratificazione della città moderna su quella antica passando per il Settecento. Dopo la messa in sicurezza del materiale da costruzione si potrà esplorare il tunnel e approfondire le indagini».