Da «Ercole e Caco» al «David» (anche al Piazzale): un milione grazie all'Art Bonus Piazza Signoria atto secondo: dopo il restauro della Fontana del Nettuno Ferragamo rilancia e interviene a sostegno degli altri gruppi scultorei della piazza. Quelli di proprietà comunale va escluso dunque tutto il complesso scultoreo della Loggia dei Lanzi che è di proprietà dello Stato saranno tutti rimessi a nuovo grazie a un investimento della maison fiorentino di moda che è pari a 1.093.750 euro stanziati per il triennio 20192021. «Si tratta di un impegno che ci assumiamo con gioia e con orgoglio ha detto ieri il presidente della griffe Ferruccio convinti come siamo, come lo erano anche i nostri genitori, che sia naturale favorire l'unione tra arte e moda. Anzi consapevoli che la moda dai capolavori dell'arte trae spunto per le sue creazioni. Siamo fortunati di poter contribuire a proteggere la bellezza di questa città». L'investimento è reso possibile grazie ad Art Bonus «una misura grazie alla quale il Comune di Firenze ha raccolto 9.000.000 di euro dal 2014 a oggi e che ci ha consentito di mettere a segno delle imprese molto importanti ha detto il sindaco Dario Nardella Ricordo quelle delle Rampe e delle fontane del Poggi per cui ci è stata vicina la fondazione Cr Firenze, quella delle balaustre del piazzale Michelangelo che ha visto in prima linea Elisabetta Fabbri per Starhotels o quelle delle fontane di piazza santissima Annunziata e di Santa Croce, quest'ultima resa possibile grazie a un filantropo non fiorentino». La nuova sponsorizzazione firmata dai Ferragamo servirà a mettere a segno un piano di interventi che è già stato messo in calendario. Le opere che saranno «curate» sono quella di Cosimo I de' Medici del Giambologna, Ercole e Caco di Baccio Bandinelli, le statue dei Termini e la copia del David di Michelangelo poste all'ingresso di Palazzo Vecchio; e ancora la copia di Giuditta e Oloferne e la copia bronzea del David al piazzale Michelangelo. La scaletta degli interventi, ricordata dall'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, è serrata. Si parte a giugno 2020 dal Piazzale: il restauro dell'ottocentesco David bronzeo di Clemente Papi l'originale come si sa si trova in Galleria dell'Accademia durerà 300 giorni circa e costerà 368.000 euro; andranno tolti graffiti, croste e patine superficiali e andrà ripristinato il colore originario della statua, dopo aver coperto le eventuali fessure che negli anni si sono create in vari punti dell'opera. In contemporanea, sempre a giugno di quest'anno, si inizierà a lavorare sulla statua equestre di Cosimo I commissionata da Ferdinando I per celebrare il padre fu realizzata tra il 1587 e il 1594 per il cui recupero, che prevede interventi analoghi a quelli del David del Piazzale e a quelli per tutti i gruppi scultorei «adottati» dai Ferragamo, basteranno tre mesi e occorrerà un investimento complessivo di 23.895 euro. Si passa a dicembre 2020 per partire con il lifting della copia del complesso di Giuditta e Oloferne dell'Arengario si tratta di una coppia del 1988 visto che l'originale di Donatello si trova nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio che costerà 65.000 euro circa. Gli altri lavori si svolgeranno nel 2021. Il primo della lista per l'anno prossimo è l'intervento sulla copia del David di piazza della Signoria di Luigi Arrighetti il cui ultimo restauro risale al 2009 a marzo. La ripulitura richiederà 4 mesi di lavori e un investimento di 69.200 euro. Ad agosto via a quello sulle statue dei Termini la divinità femminile è attribuita a Baccio Bandinelli, mentre quella maschile a Vincenzo de' Rossi e le opere furono poste lì nel 1542 come reggi-catene per impedire l'ingresso a Palazzo Vecchio quando qui fu trasferita la residenza dei granduchi. Questi interventi dureranno fino a dicembre e costeranno 125.155 euro. Quasi in contemporanea si metterà mano al complesso di Ercole e Caco di Bandinelli fu commissionato da papa Clemente VII, cioè quel Giulio dei Medici che così voleva fosse rappresentato il trionfo del bene Ercole sul male Caco e per la cui realizzazione Baccio Bandinelli impiegò nove anni lavorando dal 1525 al 1534 con un inizio anticipato a luglio e la fine prevista anche in questo caso per dicembre. Quest'ultimo intervento costerà 89.634 euro.