DIMENTICATI per oltre settant'anni nei magazzini del Museo Mandralisca di Cefalù, ieri hanno nuovamente visto la luce ventun dipinti, opere minori di autori ignoti di scuola siciliana e napoletana, finalmente esposti nell'ambito della mostra curata da Nicolo D'Alessandro. Non è che una parte dell'immenso patrimonio custodito negli scantinati di via Mandralisca, oltre cento capolavori di pittori che hanno operato tra il Quattrocento e l'Ottocento, opere dipinte da mani esperte che sono state apprezzate da due nobili cefaludesi, il barone Enrico Piraino di Mandralisca e il notabile Vincenzo Cirrincione. Due mecenati uniti dalla passione per l'arte, ma anche dall'amore per la propria città, tanto da voler donare il loro immenso patrimonio artistico alla comunità cefaludese. Da ieri hanno trovato spazio nelle sale del Museo Mandralisca queste ventuno tele, degne di essere esposte in pianta stabile, che raffigurano immagini sacre e rappresentazioni bibliche come il Cristo alla colonna, la Madonna col Bambino e Sant'Anna con un cardellino in mano, V Ultima cena (il pezzo più antico ritrovato databile intorno al quindicesimo secolo), Piccione Morto (di chiara scuola napoletana), Ritratto del cefaludese Salvatore Spinuzza, la Natività e due pitture di genere datate diciassettesimo secolo di ignoto siciliano la Creazione di Eva e la Creazione del Paradiso Terrestre. A curare la mostra inserita all'interno del programma della festa della Provincia, è stato l'artista e storico dell'arte Nicolo D'Alessandro. La sua è stata una attenta ricerca di vecchie tele, molte delle quali cadute nell'oblio. Opere che negli anni Trenta, rischiarono di finire al macero, ma fortunatamente qualche mente illuminata, per evitare la loro distruzione, decise di darle in custodia alla Fondazione Mandralisca. «Il museo cefaludese è noto perché al suo interno si trova il Ritratto d'ignoto di Antonello da Messina ha detto D'Alessandro ma sono molte le opere di pregevole fattura custodite dentro i depositi che non hanno sinora trovato spazio all'interno della pinacoteca. Questa mostra, che non ha un tema specifico, vuole semplicemente rendere visibile quelle opere considerate minori ma principalmente vuole puntare i riflettori chiedendo alle istituzioni i fondi per restaurare questi tesori dimenticati». Alcune tele sono in buone condizioni o addirittura restaurate, altre sono andate irrimediabilmente danneggiate: «Un paio di dipintiha aggiunto D'Alessandro gridano vendetta, sono state affidati in passato all'opera di restauro di mani poco esperte che li hanno gravemente danneggiati. Oggi sono necessari specifici interventi di ripristino». Una mostra che ha un particolare significato per il presidente della Fondazione Mandralisca, il professore Giuseppe Simplicio, che punta il dito sui finanziamenti sempre più esigui: «Dietro la mostra c'è un segnale, quello di recuperare tutti gli spazi del Mandralisca. Sono tante le stanze inutilizzate, circa una decina: sino ad oggi non siamo riusciti ad ottenere un finanziamento adeguato per restaurarle. Il consiglio di amministrazione non si spaventa di fare quello che ha già fatto con il Caffè letterario, e cioè di lavorare con i privati, non ci spaventiamo se per poter recuperare tutta Casa Mandralisca dovremo affidare dei locali a istituzioni private. È assurdo non poter arricchire la nostra pinacoteca ed esporre i numerosi quadri ancora custoditi negli scantinati». Il Museo Mandralisca è uno dei più ricchi di opere d'arte e completi della Sicilia. È suddiviso in sei sezioni: numismatica, pinacoteca, archeologia, malacolo-gia, ornitologia e la biblioteca, che contiene circa diecimila volumi, due incunaboli, e due gioielli una edizione della Divina commedia datata 1529 e un'antichissima carta nautica del Mediterraneo del 1600. Una struttura che però necessita di continue risorse per poter essere mantenuta e su questo è il suo presidente Simplicio a lanciare un messaggio: «Sono molte le difficoltà che dobbiamo affrontare, la Regione Sicilia dovrebbe aumentare il nostro budget a 155 mila euro, nella finanziaria del 2005 sono stati assegnati fondi per 300 mila euro al museo delle Marionette di Palermo e solo 200 mila euro da dividere tra Fondazione Mandralisca, "Lucio Piccolo" di Capo d'Orlando e il Papiro di Siracusa, mentre una legge regionale del 1995 stabiliva di aggiornare il finanziamento ogni anno di circa 500 mila euro da suddividere equamente tra Mandralisca, "Lucio Piccolo", Papiro e Marionette. Oggicontinua Simplicio la fondazione Mandralisca ha adisposizionesolol06milaeuro, abbiamo difficoltà, dobbiamo fare salti mortali per assicurare gli eventi programmati e possiamo solo pagare gli stipendi senza fare programmi a lunga scadenza». Simplicio per autofinanziare la Fondazione ha un sua idea che è quella di chiedere un diritto di prestito per il Ritratto d'Ignoto di Antonello da Messina: «II quadro ci viene richiesto da molti musei, l'ultimo in ordine di tempo è il Museum di New York, dove sarà allestita una mostra su Antonello. Chiediamo oltre ad un ritorno d'immagine, anche un vantaggio economico: non possiamo permettere ad altri di fare operazioni di marketing con il nostro capolavoro, vogliamo un ritorno economico che ci possa permettere di restaurare le opere custodite nel museo e assicurare l'apertura della nostra struttura dalle 9 di mattina alle 19 per tutto l'anno come abbiamo fatto sino ad ora o come durante il mese di agosto quando l'apertura è stata prolungata sino a mezzanotte. Iniziativa che, in questa fascia oraria, ha registrato circa duemila visitatori».
ARTE RITROVATA: Cefalù espone i tesori dei magazzini
I ventun dipinti, opere minori di autori ignoti di scuola siciliana e napoletana, sono stati finalmente esposti nell'ambito della mostra curata da Nicolo D'Alessandro al Museo Mandralisca di Cefalù. Le opere, che raffigurano immagini sacre e rappresentazioni bibliche, sono state trovate nei magazzini del museo dopo oltre settant'anni. La mostra vuole rendere visibile queste opere minori, ma anche chiedere alle istituzioni i fondi per restaurarle. Il presidente della Fondazione Mandralisca, Giuseppe Simplicio, ha lanciato un messaggio sulla necessità di aumentare il budget del museo e di recuperare gli spazi inutilizzati.
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