A palazzo si inscatolano biblioteca e discoteca del compositore Francesco Napoli. Cinquecento anni di storia nobilissima non si impacchettano in un giorno. Palazzo d'Avalos, passato alla Vasto srl dopo il traumatico sfratto del principe Andrea e di sua madre, è un giacimento senza fondo di tesori più o meno nascosti. L'erede ha poco tempo per svuotare non senza difficoltà i piani nobili nei quali suo padre, il compositore Francesco, aveva stratificato carte, libri e dischi della sua importante storia personale che si è aggiunta ai settecento anni di lustro della casata. Messo in sicurezza il fondo gentilizio con pergamene angioine e lettere di papi e re presso l'Archivio di Stato diretto da Candida Carrino resta ora aperto il destino delle «carte del principe» ovvero del suo archivio musicale che contiene spartiti, una biblioteca e una discoteca. Un fondo di grande rilevanza come lo era la personalità artistica del compositore e direttore d'orchestra il cui prestigio nel mondo della musica è stato momentaneamente messo in ombra da «quer pasticciaccio brutto di via dei Mille». La Soprintendenza archivistica di Napoli, guidata da Gabriele Capone, non è stata sorda di fronte a questo nuovo pericolo di dispersione e ha predisposto un piano di messa in sicurezza anche di questo secondo fondo. È una corsa contro il tempo perché, per inscatolare e trasferire tutto, è necessario stabilire con la Vasto un calendario di ingressi «a palazzo». E le proporzioni del prestigioso materiale da traslocare, probabilmente proprio nei depositi della stessa soprintendenza, sono superiori a quelle previste. Si tratta di carte al momento non vincolate dal ministero ma che per la loro unicità, così come sono geneticamente legate alla personalità di uno dei più importanti compositori del Novecento in questo modo viene indicato Francesco d'Avalos non vanno smembrate ma conservate, ordinate e magari rese fruibili a un pubblico di studiosi e studenti. Il direttore d'orchestra Keith Goodman, nel suo intervento Chi era Francesco d'Avalos, e perché dovreste conoscerlo, scrive: «Tra le più grandi personalità culturali e artistiche del secondo '900, la sua figura merita ancora una piena riscoperta, poiché (nonostante gli importanti riconoscimenti avuti durante la sua carriera) il suo operato non è ancora abbastanza conosciuto e valorizzato». Autorevole il ricordo di Dinko Fabris sul Giornale della musica: «Aveva attraversato il Novecento con distaccata curiosità, collezionando memorie in grandi scatole (ora da salvare ndr). Aveva acquisito una stima grande come insegnante e più come direttore d'orchestra, eppure pochi avevano capito che Francesco d'Avalos era semplicemente uno dei più grandi compositori vissuti nel pieno Novecento». Ricorda, poi, il sodalizio con Hans Werner Henze: «Quando il giovane Henze si stabilì a Napoli, tra i due coetanei nacque una intensa e duratura amicizia che prescindeva dalle forti divergenze ideologiche. Fu Henze a introdurre d'Avalos nell'ambiente tedesco delle post-avanguardie... Dal 1972 d'Avalos fu invitato da Nino Rota a insegnare composizione al Conservatorio di Bari e poi dal 1979 al 1998 ha insegnato Alta Composizione al Conservatorio di Napoli entusiasmando decine di allievi. Più tarda ma di alto profilo internazionale fu invece la sua carriera di direttore d'orchestra, come dimostra la ventina di incisioni discografiche realizzate in gran parte con la Philarmonia Orchestra di Londra (integrali di Brahms, Clementi, Mendelssohn, e soprattutto di Martucci)». La bacchetta d'Avalos ha anche diretto molte prestigiose orchestre: della Rai di Roma, Rai di Torino, Rai di Napoli, Radio Hamburg, Radio Frankfurt, Jerusalem Philharmonic Orchestra, Hungarian State Symphony Orchestra e molte volte la Philharmonia Orchestra di Londra e altre. Il San Carlo gli commissionò l'opera Maria di Venosa. «Il soggetto fu scelto dal Lirico per il 250esimo anniversario del teatro racconta egli stesso, seduto nel salone degli specchi di Palazzo d'Avalos, in pochi minuti di un'intervista salvata su Youtube io non avrei mai pensato a una storia della mia famiglia. Poi cambiò la gestione del Massimo e l'opera non fu più rappresentata, come accade per tante cose qui a Napoli... Io intanto l'avevo scritta, però! Così la eseguii in Inghilterra e ne feci un disco». Tutta questa storia musicale sta per essere inscatolata in questi giorni convulsi per «casa d'Avalos». Di se stesso il principe diceva: «Nato nel 1930, sono stato educato per un mondo che non è mai venuto».
Corriere della Sera
4 Febbraio 2020
Napoli. Dischi e spartiti d'Avalos: dopo quello gentilizio salviamo l'archivio musicale
NA
Natascia Festa
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 10 Dic 2006
Spinosa: duro attacco alla SCABEC
Corriere della Sera · 3 Ago 2007
De Caro: "Io, da sovrintendente a direttore: sogno il Museo della città di Napoli"
Corriere della Sera · 26 Mar 2009
NAPOLI - Cicelyn rilancia la sfida: Ritorna Madrenalina
Corriere della Sera · 3 Mar 2010
NAPOLI - Contro il Madre girotondi e proteste In piazza precari e piccoli musei
Corriere della Sera · 26 Mag 2010
NAPOLI - L'opera della sala giunta di Bassolino finisce sulle scale di Palazzo Santa Lucia
Corriere della Sera · 24 Dic 2010
Napoli. Feste orfane di Madre. Museo chiuso per sciopero
Corriere della Sera · 8 Gen 2011
Il carteggio. Nelle lettere finora inedite lo scoop di Ricci e Croce
Corriere della Sera · 15 Feb 2011
Abbracciamo la cultura
Corriere della Sera · 1 Mar 2011
Napoli. Siti da salvare, vince il Trianon
Corriere della Sera · 5 Apr 2011
Il primo libro stampato in Italia? È a Napoli e presto nessuno potrà vederlo
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
L'Espresso · 8 Feb 2019
Miracolo a Reggio. Bronzi, la rivincita
Corriere della Sera · 10 Feb 2020
Melandri: Lascio subito la Camera per il Maxxi. C'è un clima di maccartismo bipartisan
Corriere della Sera · 9 Feb 2019
Roma. Camion bar espulsi dal centro. Via dall'area archeologica
Corriere della Sera · 6 Feb 2018
La Capitale ridotta a una tela sporca
Corriere della Sera · 6 Feb 2018
Roma. Non solo Coppedè, a rischio 21 villini
Corriere della Sera · 6 Feb 2018
Napoli, Mann. Dai gladiatori a Star WarsEcco il Museo trasversale
Corriere della Sera · 6 Feb 2018
Napoli. Restauro della chiesa di Portosalvo, chiesti chiarimenti
Corriere della Sera · 4 Feb 2018
Napoli. Riva Fiorita, appello al sindaco Proteggiamo questi luoghi
Fonte non specificata · 9 Feb 2018
Lettera di API (Archeologi Pubblico Impiego) MiBACT al Ministro sulla Scuola del Patrimonio
Corriere della Sera · 8 Feb 2018
Berlusconi evoca il condono. No di Salvini
Corriere della Sera · 7 Feb 2018
Sabaudia. Cassazione: le ville sono private
Corriere della Sera · 8 Feb 2018
Roma. I Fori come Central Park. Carandini: Idea complessa
www.primaonline.it · 8 Feb 2018
Critica totale da sovrintendenti ed esperti alla riforma dei Beni Culturali del ministro Franceschini
ANSA · 9 Feb 2018
Roma "salverà" porto canale Cagliari
Corriere della Sera · 8 Feb 2018
Napoli. Gli studenti del Fonseca indagano su Castel Capuano
Corriere della Sera · 7 Feb 2018
Venezia. Comitatone, il giallo del verbale blocca i nuovi limiti per le crociere
La Stampa · 9 Feb 2018
Centro di Venaria e Reggia di Caserta alleati per il restauro di opere d'arte
Il Mattino · 9 Feb 2018
Napoli, restauro fantasma per la chiesa di Portosalvo. Ma la Curia: Riaprirà a ottobre
www.viterbonews24.it · 9 Feb 2018
ISCHIA DI CASTRO-Rocca Farnese: concorso di idee per il restauro
Il Giornale dell'Arte · 9 Feb 2018
Roma. Le controcifre di Emergenza Cultura su beni culturali e ambiente