Sedici finalisti si contendono il titolo di pianta europea dell'anno L'Italia è in lizza con una quercia pugliese: per la leggenda diede riparo a Federico II Il più bello? Forse. Sicuramente quello con la «storia» più interessante. Si può votare da oggi sino a fine febbraio l'albero europeo dell'anno in una lista di sedici finalisti. Anche l'Italia, che non ha mai vinto questo concorso che si organizza dal 2011, partecipa con il proprio candidato. Si tratta della quercia vallonea (Quercus ithaburensis macrolepsis) di Tricase, in provincia di Lecce, un gigante verde con una chioma che copre una superficie di 700 metri quadri. La sua età è stimata in più di 700 anni, nel 2000 è stato eletto dal Wwf albero simbolo della Puglia. E come «storia» non è secondo a nessuno. Una leggenda narra infatti che l'imperatore Federico II e i cavalieri del suo esercito trovarono riparo da un temporale sotto le enormi chiome della quercia. Per questo motivo è chiamato anche Quercia dei 100 cavalieri. Una leggenda, ovviamente, perché l'imperatore del Sacro romano impero morì 50 anni prima della probabile nascita della quercia, ma non importa che sia vero o meno: è bello crederci mentre si ammira il tronco alto 20 metri e con una circonferenza di 4,25 metri. La vallonea è una specie di quercia originaria delle zone mediterranee sudorientali che cresce dalla Puglia al Medio Oriente. È una pianta tipica dei boschi aridi su suoli calcarei e forma associazioni con il leccio, la quercia spinosa e la roverella. Un tempo dalle sue ghiande i conciatori ricavavano il tannino che serviva per ripulire le pelli, una specialità salentina conosciuta come lavorazione del pelacane. La quercia di Tricase l'anno scorso aveva ottenuto più di 160 mila voti nel concorso indetto dalla Giant Trees Foundation Onlus e si era aggiudicata la nomination per la decima edizione del concorso europeo. Prese il via in Repubblica Ceca nel 2011 con soli cinque Paesi partecipanti, tutti dell'Est europeo. Poco a poco il concorso ha guadagnato interesse e si è esteso a 16 nazioni. È solo la seconda volta che l'Italia partecipa alla fase finale, la prima fu nel 2014 con una quercia dell'Alta Sabina, nel Lazio, senza molta fortuna (arrivò ultima). Lo scorso anno vinse un mandorlo piantato 135 anni fa davanti all'ingresso della chiesa di Nostra Signora della Neve, in cima a una collina a Pécs, in Ungheria, che ottenne oltre 45 mila voti. Il più votato in assoluto è il vecchio olmo di Sliven, matusalemme di 1.100 anni simbolo della città bulgara che nel 2014 ricevette 77.500 voti. La quercia proverà a spuntarla tra concorrenti agguerriti dall'Irlanda alla Russia, tra alberi di sambuco e faggi, tra castagni e abeti. Si può votare fino al 29 febbraio. Per proseguire nella leggenda.
Corriere della Sera
1 Febbraio 2020
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Alberi da concorso
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Paolo Virtuani
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
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