Il rischio è che se ci si camminasse sopra le preziose mattonelle potrebbero frantumarsi dato che in molti casi sotto c'è il vuoto. La notte del 12 novembre per la Basilica di Santa Maria Assunta di Torcello è stata drammatica: l'acqua ha «mangiato» cioè che lega i mosaici del pavimento al substrato e il risultato è che è stato necessario interdire dal passaggio quasi tutta la chiesa. Ora grazie al fondo raccolto da Save Venice in seguito all'acqua granda sono iniziate le indagini per capire dove è necessario intervenire. Si parla di una superficie totale di 400 metri quadrati e il costo dell'intervento si aggira sui duemila euro a metro. «Non sappiamo ancora con precisione quanti soldi servano spiega la direttrice di Save Venice Melissa Conn intanto ab-biamo finanziato l'indagine per studiare la stabilità del pavimento. Quella notte c'erano gli operai impegnati nel cantiere per l'intervento sui mosaici dell'abside centrale e del Diaconicon. Ma ci è voluto un mese per svuo-tare la cripta, poi hanno lavato le superfici con acqua pulita». Save Venice è già attiva da tempo a Torcello, prima con un intervento di restauro dell'iconostasi lignea poi con la scelta di finanziare con un milione l'intervento sui mosaici delle absidi centrale e del Diaconicon e una ripulitura delle absidi del Sant'Antonio e della IV abside per restituire un rinnovato prospetto est. Quest'ultimo intervento, insieme a quello sulla sinagoga italiana del Ghetto, rientrano nelle iniziative per i 50 anni di Save Venice, nata poco dopo l'alluvione del 1966 con lo scopo di raccogliere fondi per conservare le opere d'arte a Venezia. I ponteggi sul prospetto est sono già mon-tati e stanno procedendo le analisi preliminari che hanno già portato alla scoperta di un tratto di muratura risalente all'alto medioevo. «È stato passato del biocida, ora dovremo fare delle aperture sul tetto per indagare le volte spiega l'architetto Paolo Tocchi, direttore dei lavori dovremo procedere con il consolidamento delle mura-ture con iniezioni di malta e calce per poi intervenire sui mosaici». Per il futuro della basilica Guido Driussi, chimi-co del restauro impegnato nel cantiere di Torcello: «Non dobbiamo attendere che ci siano danni , già ora andrebbero pensate tecniche di monitoraggio per programmare gli interventi e stilare un piano economico».