Oltre 55 milioni di ingressi nel 2019. Il ministro Franceschini: «Più incassi per tutela, ricerca e servizi» ROMA. Si è fermato il trend di crescita del numero di visitatori per i musei e i siti archeologici italiani. Per la prima volta dal 2013, infatti, il dato ha segnato una flessione: nel 2019, secondo il report diffuso dal ministero per i Beni culturali, sono stati registrati oltre 55 milioni di ingressi, sotto la soglia record dei 55,5 dell'anno precedente. Il calo è stato attribuito alle ondate di maltempo «che hanno penalizzato i parchi archeologici e siti all'aperto». Inoltre ha pesato la parziale cancellazione delle domeniche gratuite, poi ripristinate e rese permanenti con il ritorno di Dario Franceschini alla guida del ministero nel settembre scorso. Al primo posto nella classifica dei siti italiani più visitati c'è sempre il Colosseo, monumento simbolo del Paese, con 7,5 milioni di presenze, circa 100 mila in meno rispetto a un anno fa. Al secondo posto le Gallerie degli Uffizi per la prima volta considerate nel loro insieme, cioè con il giardino di Boboli e Palazzo Pitti che si aggiungono alla celeberrima pinacoteca con 4,5 milioni di visite. «Siamo ai livelli della National Gallery di Washington e dell'Ermitage di San Pietroburgo», ha commentato il direttore del polo fiorentino, Eike Schmidt. Al terzo posto gli Scavi di Pompei, il numero di visitatori passato dai 3,78 milioni del 2018 a 3,93 milioni. La revisione al rialzo del sistema tariffario (con il rincaro dei biglietti) ha comunque compensato la leggera flessione del numero dei visitatori: gli incassi complessivi hanno segnato un balzo del 5 (pari a circa 12 milioni di euro). Soddisfatto il ministro Franceschini: «A qualche anno dalla riforma dei musei i risultati straordinari si vedono sempre di più grazie al lavoro dei direttori e di tutto il personale. Più incassi vogliono dire più risorse per tutela, ricerca e servizi ». Nel dettaglio, più che positivi i risultati delle Gallerie Nazionali delle Marche (36,8 degli ingressi) e dei musei napoletani (Capodimonte 34,2), Castel Sant'Elmo (18,7), Palazzo Reale (11), ma anche delle Terme di Caracalla a Roma (10,9) e del Museo di Miramare a Trieste (10,7). Le situazioni più deludenti riguardano la Reggia di Venaria (che perde 120 mila visitatori), la Reggia di Caserta (- 125 mila persone) e a Firenze le Gallerie del Bargello (che perdono 60 mila turisti). Giù anche la Galleria Borghese a Roma (-40 mila presenze).