Via libera della Soprintendenza al progetto Attolico: «È un momento storico». L'assessore Colasio: «Rinascono gli edifici vuoti, ora permuta con l'Iris» Un grande inserto moderno in vetro e acciaio tra le due palazzine. Un segno architettonico innovativo. Un abbraccio tra la contemporaneità e lo stile liberty di un secolo fa. La Padova industriale che sparisce e quella moderna che prova a farsi spazio, nel cuneo vuoto che arriva fino al piazzale della stazione. Quello del recupero di piazzale Boschetti e delle due palazzine vincolate dalla Soprintendenza è un progetto che prova a spezzare quel rosario di aree degradate che si completa con Pp1 ed ex Ifip. «Oggi si chiude un pezzo di storia», afferma con un po' di retorica l'assessore alla cultura Andrea Colasio. Perché la Soprintendenza ha dato il via libera al progetto dell'architetto Lorenzo Attolico per la trasformazione dei due edifici in residenze di pregio, coronate da un ristorante panoramico con vista sull'Arena e sulla Cappella di Giotto. Parco e palazzine Due progetti che si completano, frutto della stessa mano (Attolico): quello del parco Tito Livio, i cui lavori sono iniziati nelle scorse settimane, e il restauro delle palazzine degradate e vuote da molti anni, di cui molti hanno chiesto l'abbattimento. «Senza questa operazione di certo sarebbero crollate da sole commenta divertito Colasio Ma grazie a un gioco sinergico pubblico-privato nei prossimi anni recupereremo questo lacerto di città, restituendogli una funzione». Una funzione che potrà essere anche turistica, vista la posizione: i futuri proprietari potranno pensare anche a realizzare una struttura alberghiera. Funzione che poi si completerà con il parco verde (ma senz'alberi causa inquinamento), con un approdo fluviale che consentirà di arrivare da Venezia con il "Burchiello", e con un piccolo spazio di piazzale riservato al parcheggio dei bus turistici. Verso la permuta Il via libera della Soprintendenza, arrivato ieri mattina con un documento firmato dal soprintendente Fabrizio Magani, era la conditio sine qua non per la futura permuta con le aree del Parco Iris. In pratica permetterà ai proprietari dei terreni edificabili a Forcellini di scambiarle con la proprietà delle palazzine, e il Comune potrà ampliare l'Iris che diventerà il più grande parco della città. Adesso restano solo da "pesare" i valori in modo da chiudere la permuta nelle prossime settimane. L'ok della Soprintendenza è accompagnato da una serie di prescrizioni, dal punto di vista degli standard e dei limiti di altezze e spazi, che l'architetto Attolico dovrà rispettare nel progetto definitivo. La torre di vetro È proprio sulle altezze che il progetto ha il maggiore impatto, perché offre un nuovo affaccio alla città. L'idea è quella di sfruttare la terrazza esistente nella palazzina ovest (quella più grande) per ricavare un ristorante panoramico. L'ascensore per raggiungere la sommità è inserito nella "torre di vetro" che sarà realizzata tra i due edifici. «In quello spazio c'era un corpo centrale che è stato abbattuto alcuni anni fa spiega l'architetto Attolico È stato proprio il compianto soprintendente Andrea Alberti ad avere l'intuizione di un inserto moderno che si collega anche alle "vele" già previste nel parco Tito Livio. È un elemento di verticalità che guarda al futuro con il rispetto per il passato".