Trento. Le nuove linee guida per gli eventi in montagna, approvate dalla giunta provinciale lo scorso dicembre, erano state salutate all'assessore Mario Tonina come un successo: «Abbiamo trovato un compromesso equilibrato tra esigenze turistiche e protezione del territorio». Ma non la pensano così le associazioni ambientaliste che in coro respingono le linee sia nel metodo che nel merito: «Un insieme di enunciati di principio, ma niente di concreto. Avevamo chiesto ben altri impegni ma anche questa volta siamo stati ignorati». Dopo gli eventi in alta quota, definiti dagli ambientalisti «sempre più grandi e sempre più arroganti» come il raduno di jeep o i concerti sulle cime, d'intesa con la precedente amministrazione e con l'avallo del consiglio provinciale si era deciso di predisporre una sorta di «protocollo» che definisse alcuni limiti: «Forte di questo pronunciamento istituzionale spiegano le associazioni la Cabina di regia delle aree protette e dei ghiacciai avviava un confronto per giungere alla proposta di linee guida sul tema» che contemplassero «la delimitazione degli eventi negli ambiti di Dolomiti patrimonio dell'Umanità, una valutazione del numero delle presenze coinvolte, degli effetti dell'inquinamento acustico e luminoso». Si chiedeva anche l'approvazione di una Carta etica per la montagna trentina che contemplasse «il silenzio, il rispetto, la consapevolezza, l'equilibrio, la sensibilizzazione, la sostenibilità». Si attendeva che il processo di approvazione passasse per la commissione consiliare, in modo che fosse il più possibile partecipato. Ma nel dicembre scorso la stretta della Provincia: «Alla Cabina di regia è stato portato un documento di cui si chiedeva l'approvazione, per poi effettuare l'ultimo passaggio in giunta». Le associazioni non hanno nemmeno potuto discuterne al loro interno, la giunta il 20 dicembre ha deliberato: «Quel documento denunciano gli ambientalisti non raccoglie le nostre proposte, è solo una carta di intenti, Si punta solo sulle esigenze di marketing e l'aspetto della difesa del territorio è del tutto marginale». «Il documento spiega per tutti Luigi Casanova, rappresentante delle associazioni all'interno della Cabina di regia risulta debole nell'identificazione degli impatti e di cosa considerare impattante». Ma oltre alla critica al merito c'è la critica alla questione di metodo, quello che verrà utilizzato per la valutazione delle iniziative potenzialmente impattanti sul territorio montano: «Il tavolo di confronto che sarà chiamato a valutare preliminarmente gli eventi è composto solo da esponenti istituzionali. I dirigenti generali dei Dipartimenti Turismo, Foreste e Ambiente, un rappresentante di Trentino Marketing, due esperti di ambiente e turismo nominati all'interno della struttura provinciale e quindi pagati dalla Provincia». Nessun esperto esterno: «Non c'è traccia della componente scientifica indipendente come avevamo richiesto, e non ci sono le associazioni ambientaliste, com'è assente il rappresentante delle aree protette e dei ghiacciai». Il giudizio delle associazioni è negativo: «Siamo preoccupati, perché siamo di fronte a un grave arretramento rispetto al passato»