Parla Kathryn Weir, la neo direttrice del museo: «Felice di essere qui» Laura Valente: «Organizziamo la Woodstock delle arti» «Sono certa che non sarà difficile lavorare qui, perché tutti gli artisti hanno voglia di venire a Napoli e di confrontarsi con la cultura millenaria di questa città e con la sua centralità nella produzione contemporanea». Con una grande convinzione accompagnata da un sorriso cordiale e rassicurante, Kathryn Weir, nuovo direttore del Museo Madre, si è presentata ieri nella sede della Regione a Palazzo Santa Lucia. La curatrice anglo-australiana, sfoderando un buon italiano, ha confessato subito il suo entusiasmo per la nuova impresa che l'attende. «Ho scelto di partecipare al bando della Fondazione Donnaregina continua proprio perché sono già stata a Napoli, prima come turista circa dodici anni fa e poi per lavorarci con alcuni artisti. Ma soprattutto sono contenta perché è una città unica non solo in Italia ma in Europa. Inoltre il museo Madre in questo ultimo periodo ha cambiato passo, con una nuova visione progettuale che corrisponde alla realtà dell'arte di oggi, trasversale, multilinguistica, performativa, in cui la presenza umana è fondamentale, aperta all'incrocio con altre forme espressive, dal teatro alla danza, dal video, al cinema, alla musica e così via». E c'è da crederci, visto che per iniziare questa avventura, Katrhryn Weir ha lasciato la direzione del Départment du Développement Culturel del Centre Pompidou di Parigi. «Nel 20152016 ha poi aggiunto - ho creato Cosmopolis, una rete di relazioni ma anche una metodologia utilizzata nel 2017 per il Pompidou e poi ripresa anche in Cina nel 2018. Una piattaforma che mette in contatto l'arte contemporanea dei paesi in via di sviluppo, dall'Africa all'Asia, col sistema dell'arte internazionale. E che ha portato a tre grandi mostre e ad alcune residenze di artisti. Un'esperienza che potrà prendere forma anche a Napoli, ma affrontando questioni differenti». Infatti il nuovo direttore ha idee chiarissime per l'immediato futuro. «I miei primi cento giorni, dopo aver parlato attentamente con lo staff, saranno spesi tutti per girare la città e conoscere luoghi, artisti, istituzioni, gallerie e centri culturali, realtà sociali da coinvolgere nei nostri progetti, a partire dalla messa in rete degli artisti di Napoli, in un continuo dialogo con il contesto internazionale. Perciò voglio ascoltare e capire quali sono le dinamiche che esistono oggi qui in città e in regione. Confermando la creazione dell'archivio dell'arte campana e l'attivazione di sempre maggiori occasioni di uso sociale dell'arte». A partire, probabilmente, da quello che vedrà protagonista l'artista cinese Ai Weiwei, già a Napoli lo scorso ottobre. Dopo la giornata di presentazione, invece, Kathryn Weir ripartirà per definire gli ultimi impegni con il Centre Pompidou. «Ma da marzo sarò qui a tempo pieno. Sto già cercando casa e mi piacerebbe trovarla nel Centro Storico per venire al lavoro a piedi. Sono felicissimi anche i miei due figli, il più piccolo verrà qui con me da subito, mentre il più grande completerà gli studi a Parigi, promettendomi però che sarà a Napoli spesso, anche per mangiare pizza e sfogliatelle, che ha già assaggiato in viaggi precedenti». «Voglio ringraziare la Regione di cui da qualche mese siamo diventati struttura 'in-house' ha aggiunto poi la presidente della Fondazione Donnaregina, Laura Valente per la libertà che ci ha lasciato nello scegliere il miglior candidato possibile. Kathryn Weir è stata nominata all'unanimità da una commissione competente e libera, di cui ha fatto parte anche il direttore uscente Viliani, a cui va il nostro ringraziamento per l'eccellente lavoro svolto in questi anni, accompagnando infine con grande professionalità il traghettamento nella terza vita del Madre, dopo quella iniziale con Eduardo Cicelyn e quella più recente proprio con la sua gestione. Una scelta quella di Weir che porterà il Madre sempre più nel mondo e che mi aiuterà a realizzare un sogno che coltivo da tempo, quello di organizzare una Woodstock dell'arte per tre giorni fitti di appuntamenti e presenze». Infine il presidente della Regione, Vincenzo De Luca: «Quella della nuova direttrice Weir è soprattutto una scelta di passione, di amore per la città e di curiosità intellettuale per l'esperienza del Madre. E ringrazio il cda e la Presidente Valente, per l'eccezionale lavoro svolto in questo anno e mezzo, operando su un rapporto serio tra produzione, organizzazione e gestione: i dati economici infatti sono davvero importanti. Si apre così una nuova pagina, di respiro internazionale che vedrà crescere i riconoscimenti già ricevuti dal museo. D'altra parte Napoli è una città mondo, la sua cultura, storia e creatività sono un grande stimolo per chi vuole promuovere iniziative e scambi favorendo la crescita umana delle nostre comunità».
Corriere della Sera
16 Gennaio 2020
Napoli. Un Madre internazionale aperto ai nuovi linguaggi
ST
Stefano De Stefano
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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