Quattro a giudizio. La difesa: «Per i restauri spesi 23 milioni di euro in 15 anni» Daniel Testor Schnell era arrivato da Barcellona per scoprire Firenze. La mattina del 19 ottobre 2017 visitava, in compagnia della moglie, la Basilica di Santa Croce quando fu colpito e ucciso, a 52 anni, da un frammento in pietra serena che si staccò dalla sommità della navata. A quasi due anni da quella morte senza senso il gup Gianluca Mancuso ha rinviato a giudizio i vertici dell'Opera Santa Croce: l'attuale presidente Irene Sarnesi e Stefania Fuscagni che l'ha preceduta nell'incarico, il segretario generale Giuseppe Micheli e il geometra Marco Pancani. Per tutti l'accusa è di omicidio colposo. Prima udienza, il prossimo 7 aprile. La famiglia del turista spagnolo è stata risarcita e, per questo, non si è costituta parte civile al processo. Quella maledetta mattina Schnell ammirava l'architettura del capolavoro gotico toscano. Camminava lungo il transetto di destra della basilica, quando il peduccio in pietra si staccò dal sostegno ligneo e lo colpì, dopo un volo di 30 metri. Per il turista spagnolo non ci fu nulla da fare: ogni tentativo di rianimazione fu inutile. Rimase illesa la moglie, che era a pochi passi da lui. Non fu una fatalità, secondo la pm Benedetta Foti. Decisiva, secondo l'accusa, la perizia disposta dal gip con incidente probatorio: dopo i lavori di restauro del 2005, solo un monitoraggio continuo, avrebbe consentito di prevedere il rischio crollo. «Solo analisi puntuali di monitoraggio specifico stabilirono il geologo Carlo Alberto Garzonio e gli architetti Maurizio De Vita e Giacomo Tempesta avrebbero potuto consentire una definizione preventiva dello stato di pericolo. In assenza di tutto ciò conclusero i periti non era possibile prevedere il collasso della mensola in pietra» e quindi ipotizzarne il distacco. «Ben venga l'accertamento della verità anche attraverso il dibattimento commenta l'Opera di Santa Croce in una lunga nota Rispettiamo la decisione del giudice dell'udienza preliminare che era per certi versi attesa, ma con tutta serenità riteniamo di non poterla condividere». L'Opera afferma di aver tenuto «condotta di diligenza nella cura del complesso monumentale». «È la concretezza dei fatti e delle cifre a dimostrare quanta attenzione abbiamo prestato alla manutenzione ordinaria e straordinaria: negli ultimi 15 anni sono stati realizzati costantemente interventi che hanno visto un impegno economico complessivo di oltre 23,5 milioni di euro» si legge nella nota. Per questo, l'Opera di Santa Croce è «certa che il confronto dibattimentale metterà in evidenza ancor maggiore questa azione di cura e diligenza». L'Opera passa in rassegna i lavori eseguiti negli anni su un'area di 12 mila metri quadrati dove vengono custodite 4.000 opere d'arte: «Si è agito sulle coperture, sugli elementi architettonici, sulla struttura muraria, sulle bifore e sul campanile, interessato da indagini specifiche che hanno portato alla realizzazione di una speciale struttura antivibrazione». E aggiunge la nota: «Non meno impegnativi sono stati gli adeguamenti dell'impiantistica e dei sistemi di sicurezza che includono impianti elettrici, rilevazioni antincendio, impianti antintrusione e di sorveglianza» oltre alle «attività di monitoraggio microclimatico e le moltissime operazioni di restauro e salvaguardia delle opere d'arte alluvionate». Tutti interventi eseguiti precisa la nota «sotto il diretto controllo delle Soprintendenze competenti».