Raggi: metro C, modello San Giovanni A piazza Venezia un'altra «stazione museo» come quella di San Giovanni. L'annuncio lo dà direttamente la sindaca Virginia Raggi sul profilo Facebook poco dopo aver inviato al consorzio Metro C il nullaosta per le aree di cantiere nella piazza che rappresenta il cuore di Roma. Significa che entro breve si può partire davvero nei lavori e che la paura di due talpe Tbm (tunnel boring machine) sepolte per sempre nel sottosuolo della Capitale, è svanita. «Una fermata della metro C nel cuore di Roma: a piazza Venezia sorgerà un'altra "stazione museo" della terza linea metropolitana della città, dopo quella di San Giovanni - scrive Raggi -. Per poterla realizzare servono indagini accurate alla scoperta del sottosuolo e oggi (ieri, ndr) è stata completata la consegna delle aree di cantiere al consorzio Metro C». È ancora in corso l'ultima fase dei carotaggi che consentiranno di elaborare una stima di tempi e costi necessari alla realizzazione della stazione di collegamento tra il «centro barocco di Roma (asse di via del Corso, piazza SS. Apostoli, Fontana di Trevi) e l'area archeologica dei Fori Imperiali», come si legge nel progetto del consorzio Metro C. «Tra poco più di una settimana saranno visibili i primi carotaggi spiega la sindaca . Si tratta di prove tecniche che ci permetteranno di stimare correttamente tempi e costi della stazione, evitando sorprese durante gli scavi. Scongiurato lo stop delle talpe ai Fori Imperiali, andiamo avanti più determinati». Il progetto dell'opera che prevede due uscite una di fronte a Palazzo Venezia, l'altra a piazza Madonna di Loreto è stato studiato per «integrare gli Auditoria costruiti dall'Imperatore Adriano, venuti alla luce con gli scavi archeologici», si legge nel dossier che prevede «l'utilizzo di vetro, acciaio, pietra (travertino - pietra serena) e legno (solo all'interno) per coperture e percorsi». L'obiettivo degli architetti è quello di convogliare nel sottosuolo più luce possibile per valorizzare i reperti rinvenuti dopo gli scavi. «Su indicazione della Soprintendenza archeologica, i livelli antichi dello scavo saranno "leggibili" e ben identificabili in corrispondenza dello snodo tra stazione e scavo, attraverso l'uso di pavimentazioni distinte», si legge sulle slide del rendering in cui spiccando «i camminamenti inferiori in legno, dove possibile alla stessa quota del piano di calpestio antico».