PARMA. «Dichiariamo aperta Parma Venti Venti» e, subito dopo, tre poderosi colpi di mazza su un gong come tre saranno i giorni dedicati all'inaugurazione dell'evento in un susseguirsi di concerti e mostre. Sciarpa gialla colore simbolo della città, jeans e fascia tricolore, il sindaco Federico Pizzarotti, in piazza Garibaldi, ha alzato così il sipario su «Parma capitale italiana della cultura 2020», subito dopo la conclusione della parata «People of Parma» dedicata alle «parole della cultura». Un fiume «giallo» che è stato l'evento clou della prima delle tre giornate che faranno da apripista agli oltre 400 eventi di quest'anno. Il tema che li lega è «La cultura batte il tempo». «Vogliamo dimostrare che con la cultura si mangia spiega il sindaco Pizzarotti e che è il metronomo della vita democratica, capace di frantumare barriere tra le persone, di generare opportunità e ricchezza. Rilanceremo Parma nel mondo, e dire che sette anni fa eravamo sull'orlo del fallimento pubblico mentre ora siamo qui tutti insieme a festeggiare. Coinvolgeremo tutti i quartieri perché vogliamo creare pensiero e benessere: insieme». Una parola questa che il primo cittadino ripete spesso. «Abbiamo lavorato insieme con le associazioni della città conclude ma anche con decine di imprese che non saranno sponsor ma veri partner. Il ritorno per la città deve durare per anni e voglio che dal 2021 si parli di "modello Parma"». Questa collaborazione è già alla base del primo «taglio del nastro» di ieri, ovvero la mostra «Noi, il cibo, il nostro pianeta: alimentiamo un futuro sostenibile» (aperta fino al 13 aprile, gratuita), ideata dalla fondazione «Barilla center for food nutrition» in collaborazione con National Geographic, per promuovere la cultura della sostenibilità alimentare e diffondere buone pratiche su cibo e ambiente. «Vogliamo far riflettere, far sviluppare nei cittadini la consapevolezza dei cambiamenti climatici dice Luca Barilla, vicepresidente del gruppo e far ripensare i nostri sistemi agroalimentari. Per innescare il cambiamento bisogna mettere al centro una corretta educazione alimentare e ambientale». In questi 12 mesi la città sarà mostrata in tutte le sue migliori angolature: dalle opere di maestri come Benedetto Antelami, Correggio, Parmigianino o Bodoni sino alla messa in scena delle rappresentazioni Verdiane. In ambito musicale sarà un susseguirsi di festival, rassegne, concerti e laboratori. Da non perdere al Regio, dal 14 al 22 marzo, l'attesa «Pellas et Melisande» mentre il 6 giugno sarà inaugurato il Festival Toscanini. Dal 1 marzo al 31 dicembre sarà possibile visitare «Giovannino Guareschi, Don Camillo e Peppone. Dalla realtà al cinema». Saranno anche riaperti, dopo anni d'oblio, alcuni luoghi simbolo come l'«Ospedale Vecchio» che, dal 24 aprile al 10 ottobre, ospiterà una mostra multimediale sul futuro della memoria della città. Sarà riaperta anche San Francesco del Prato, una chiesa di origine gotica che Napoleone aveva trasformato in carcere: ha avuto reclusi fra le sue mura da Giovannino Guareschi a Totò Riina. Il 26 settembre sarà inaugurata con il «Macbeth» di Verdi. Infine, ogni mercoledì dal 2 ottobre al 31 dicembre, ci saranno gli «aperitivi della conoscenza», organizzati dall'Università e che coinvolgeranno scienziati di fama mondiale. Parma è pronta per accogliere tutti questi eventi e, oggi, arriverà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.