Matera. Arrivare al Musma, il museo della scultura contemporanea di Matera, è di per sé una esperienza unica. I gradini che diventano sempre più stretti e ripidi, una vista unica sulla Murgia, il silenzio, e poi una grotta suggestiva che pone il visitatore quasi in una condizione di estasi. Un successo molto vicino a un miracolo quello che i coordinatori del museo sono riusciti a realizzare in un solo anno. Oltre 6 mila visitatori in più rispetto ai 14 mila del 2018 con un incremento del 43 e che colloca il museo contemporaneo come uno dei luoghi più visitato della città dei Sassi in una città che ha registrato record assoluti nell'anno da capitale della cultura. La passione, certamente, la visione d'insieme delle anime del museo e soprattutto la diversificazione dell'offerta culturale. Forte della sua suggestiva e unica ambientazione in grotta, in un anno ricco di sfide per Matera, il Museo della Scultura contemporanea è stato in grado di garantire al suo pubblico mostre ed eventi di elevata qualità. Quattro sono state le esposizioni temporanee organizzate e prodotte dall'Impresa culturale Synchronos con risorse derivate per la maggior parte dagli incassi della biglietteria del Museo e dell'altro sito d'eccellenza gestito dall'impresa, anch'esso progetto culturale della Fondazione Zetema: la Cripta del Peccato Originale. La stagione espositiva è iniziata a maggio con «Anche quando l'alba non c'era» dello street artist Luis Gomez de Teran. Una mostra contraddistinta da due esordi significativi: per la prima volta un museo di scultura ha accolto tra le sue mura la street art e uno street artist si è cimentato nella scultura. A luglio è stata la volta di «Real.m» a cura di Piero Gagliardi e Simona Spinella: l'arte concettuale dell'artista Saverio Todaro, insieme a un'incursione fotografica del fotografo materano Luca Centola ha affascinato e fatto riflettere i visitatori. Le icone contemporanee delle opere di Todaro hanno invaso ipogei e sale di Palazzo Pomarici, ricreando in piccolo il grande regno dei social media con cui gli abitanti del XXI secolo si trovano quotidianamente ad avere a che fare. Nella mostra ancora in corso nelle Sale della caccia, invece, Jasmine Pignatelli accompagna il visitatore a scoprire quanto possa essere intensamente vissuta la Storia contemporanea italiana attraverso episodi che, nel bene e nel male, ne hanno segnato le sorti: è «Heimat- Sharing the land», a cura di Tommaso Evangelista. Visto l'assai positivo riscontro di pubblico, la mostra sarà prorogata al 3 maggio 2020. «Tanto peggio, tanto meglio», è stata invece il risultato della Residenza artistica di Sandra Hauser, rientrante nel programma residenze di Matera 2019. Sette sipari - senza spettacolo apparente alle spalle - sono stati collocati in altrettanti luoghi della città, un invito al silenzio? Ad aprirsi a quello che c'è dietro un limite? A esplorare l'eleganza dei luoghi e delle storie che essi portano con sé? Tutte queste domande sono dischiuse da elegantissime stoffe che in varia foggia incorniciano paesaggi assai diversi.