A marzo debutta Il «Parlaggio» rivestito di marmo Il Parlaggio giunge a compimento. Si posano quei marmi rosso Verona che l'architetto Giancarlo Maroni aveva pensato per rendere ancora più elegante l'anfiteatro del Vittoriale degli Italiani, come da volontà di Gabriele d'Annunzio che gli commissionò l'opera. Una culla di suggestione in cui modernità e antico si fondono in architetture e suggestioni spettacolari, tra uno sguardo verso il lago e le note del concerto di una delle star internazionali che nei mesi estivi riempiono i giardini della dimora del Vate. «Quel che non fu fatto, io lo sognai», scriveva nella Laus vitae. E ora il sogno diventa realtà. Dopo 86 anni dalla posa della prima pietra, il 12 marzo prossimo, sarà ufficialmente inaugurato l'anfiteatro così come d'Annunzio lo aveva immaginato, ma mai visto completato. I lavori furono interrotti forzosamente nel 1952, dopo la morte del poeta. La mancanza di fondi lasciò incompiuta la struttura, in grado di ospitare 1.500 spettatori, affacciata sulle rive del Garda, monca, ma, comunque, capace di atmosfere uniche che continuano a fare da scenografia agli spettacoli, musicali o teatrali, allestiti nei mesi estivi. La posa dei marmi, iniziata lo scorso mese di settembre, è stata resa possibile da un contributo di 500 mila euro messo a disposizione dalla Regione Lombardia, grazie all'interessamento dell'assessore alla cultura, Stefano Bruno Galli, a copertura di circa la metà delle spese a capitolato. Per la progettazione del Parlaggio così lo aveva ribattezzato il Vate l'architetto Maroni fu mandato a studiare il teatro di Pompei per trarne ispirazione. Una cura minuziosa che caratterizza tutta la dimora che continua ad essere una delle case museo più frequentate al mondo: nel 2019 si sono staccati 279.328 biglietti d'ingresso, con una crescita di 14.182 presenze. Un anno in cui di particolare interesse sono risultate le iniziative dedicate al centenario dell'impresa fiumana di D'Annunzio, tra le quali anche tre giornate di studio che hanno visto al lavoro storici, ricercatori e giovani studiosi. «È un risultato che fa ben sperare di raggiungere entro il 2021, anno del centenario l'obiettivo dei 300 mila visitatori» è l'auspicio del presidente della Fondazione del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri. Un museo che porta ad immergersi completamente nell'eclettismo di D'Annunzio, spaziando dalla poesia alla politica, fino alla passione per i motori, conditi con un pizzico di vanità e travolgenti relazioni amorose. Spunti di richiamo per i visitatori di tutto il mondo, ma anche per numerosi studiosi che hanno attinto ai documenti dell'archivio del Vittoriale. «Quest'anno abbiamo avuto 190 esperti, il 30 in più, rispetto al 2018».