di Massimiliano Del Barba e Alessandra Troncana Il ritorno della Vittoria Alata e il nuovo allestimento di Capitolium e Brescia Musei, il rilancio del Castello, il recupero del piano terra della Pinacoteca e la prima pietra del Musil: il 2020 della cultura bresciana è ricco di sfide. Tra i nodi, anche il rinnovo dei cda di Teatro Grande e Brescia Musei, in cui entreranno gli imprenditori di Aib. Il fascino (in)discreto della Vittoria Alata, una passeggiata tra le sculture di arte contemporanea, il recupero della terrazza olearia e una serie di eventi in Castello, l'archeologia industriale al Musil e l'apertura del piano terra della Pinacoteca, che potrebbe essere profanata dal segno di Anish Kapoor: dal primo giorno di giunta, il sindaco Emilio Del Bono ha detto e stradetto che vuole rendere Brescia una capitale della cultura, non solo delle acciaierie. La sfida potrebbe essere vinta continuando a valorizzare il patrimonio artistico della città (come si è fatto finora) e contaminandolo con il contemporaneo, indispensabile per infondere più curiosità nei visitatori di musei e palazzi. Ma le idee costano: oltre a bandi e fondi pubblici, sono necessari i fondi dei privati, che vanno persuasi con progetti affascinanti. Da questo punto di vista, resta cruciale il reclutamento di mecenati: l'ingresso di Aib nei Cda di Teatro Grande e Brescia Musei è preziosissimo ma non sufficiente a saldare le fatture di mostre, cartelloni ed eventi. La chiamata alle arti dovrebbe diventare stalking. Ovviamente, supportato da proposte all'altezza di un generoso assegno. Vittoria Alata, un simbolo per la città La divina poggerà le sue sacre curve su un piedistallo hi-tech in marmo di Botticino: sarà esposta al culto dei visitatori in una posizione anarchica, non centrale, tra le ombre e la luce della luna. Al suo ritorno in città, a giugno, la Vittoria Alata troverà una nuova alcova nella cella centrale del Capitolium, ri-disegnata dall'archistar Juan Navarro Baldeweg: si cercherà di valorizzare il fascino del bronzo, e catturare un pubblico non solo bresciano (questa è la sfida), con un allestimento illusorio ed evocativo in cui la percezione della statua cambia ed evolve in base a dove la si scruta. La musa di Carducci e d'Annunzio sarà esposta davanti una parete di mattoni slavati che cita la texture ottocentesca del tempio. La luna artificiale (una lampada griffata Guzzini) proietterà uno scudo immaginario sulla parete. Intorno alla Vittoria Alata, saranno affastellate le cornici bronzee emerse durante gli scavi al Capitolium. Per rendere ancora più attraente la dea (ora ricoverata all'Opificio delle pietre dure di Firenze), Brescia Musei ha reclutato artisti e performer: in questi mesi, saranno allestite mostre ed eventi tra il tempio e Santa Giulia. Qualche esempio: gli scatti di Alfred Seiland tra i relitti romani per il Brescia Photo Festival, il viaggio poetico del Ctb, l'esposizione di dipinti e sculture dello stesso Baldeweg, le icone profane di Francesco Vezzoli e le cancellature bulimiche di Emilio Isgrò. Al tempo stesso, le sale della sezione di Santa Giulia rimaste orfane della statua saranno allestite dagli architetti Giovanni Tortelli e Roberto Frassoni, che hanno immaginato una nuova narrazione incentrata sugli scavi archeologici ottocenteschi di Basiletti. Castello, la rinascita del cidneo Film di culto da guardare sulle ormai iconiche sdraio animalier per la rassegna di cinema estiva (nel programma sono stati inclusi performance e food truck che servono stuzzichini), un nuovo allestimento al Museo delle Armi, i riflettori di CidneOn, il festival delle luci degli Amici del Cidneo che, al momento, ha spento gli interruttori (l'edizione 2020 è stata cancellata per bisticci organizzativi). In questi anni, Loggia e Brescia Musei hanno cercato di fare del Castello un polo culturale degno di questo nome: l'obiettivo è indurre in tentazione un pubblico sempre più vasto. Le strategie sono due. La prima prevede il recupero di ogni centimetro (o quasi) della fortezza, partendo dal mastio visconteo: quest'anno, dovrebbe finalmente essere realizzata la passeggiata tra le sculture di arte contemporanea, progetto nato dopo aver letti i cavilli del testamento di Bruno Romeda. Oltre alla sua collezione di opere e alla villa in Francia, infatti, l'artista ha lasciato a Brescia Musei circa 5 milioni di euro netti, a patto che venissero spesi fino all'ultimo centesimo per valorizzare il contemporaneo. Altro obiettivo del 2020 è il recupero dei magazzini oleari (con una vista pazzesca su tutta la città): anche in questo caso, saranno arredati con un progetto culturale da valutare con la Soprintendenza. Per quanto riguarda la seconda strategia, gli eventi, il palinsesto sarà curato per la prima volta da Kitchen (società formata Palco Giovani e 94 Investimenti) con una proposta ancora più ricca. E il format del cinema all'aperto sarà innovato (forse, spariranno anche le sdraio ma non ci sono notizie certe a riguardo). Nomine. Nuovi cda e mecenati Il colpo di scena (ma la notizia circolava da tempo dietro le quinte) è avvenuto sul palco del Teatro Grande, qualche minuto prima che i camerieri iniziassero a servire la charity dinner: lo scorso novembre, alla fine dell'evento Imw, il presidente di Aib Giuseppe Pasini ha annunciato l'ingresso dell'associazione nei Consigli di amministrazione del Massimo cittadino e di Brescia Musei. A entrambe le fondazioni, Pasini ha assicurato altrettanti bonifici: un contributo ancora da valutare, ma che dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 mila euro (a testa). L'ingresso di imprenditori illuminati nell'universo della cultura è fondamentale per reclutare i mecenati che, da tempo, si cercano: non si può vivere solo di fondi pubblici. Molto conteranno anche le nuove nomine dei due Cda, che scadono quest'anno: tra nomi da riconfermare e new entry, sarà centrale reclutare persone in grado di tessere rapporti con possibili finanziatori. Per riscuotere assegni e finanziare i progetti 202022, Brescia Musei che è riuscita a ottenere dai privati circa 600 mila euro per l'operazione Vittoria Alata sta anche cercando di creare un club di mecenati cui garantire privilegi in cambio di bonifici: alla chiamata, hanno risposto una trentina di imprenditori, con cui sono in corso trattative. A fine anno, oltretutto, si deciderà anche il nuovo soprintendente del Grande: il contratto di Umberto Angelini è in scadenza. La Loggia, che finora gli ha sempre rinnovato l'incarico, pubblicherà un bando pubblico, cui dovrebbe partecipare lo stesso Angelini, che a teatro ha fatto un lavoro straordinario (si prega di consultare i numeri, tutti in crescita). Pinacoteca. Il «passage» e kapoor Sale foderate di velluto ton sur ton con i capolavori collezionati in modo bulimico dal conte Tosio e reliquie preziose nelle vetrine: la Pinacoteca è resuscitata due anni fa, dopo una serie di progetti rivisti e corretti (da una giunta all'altra) e anni di cantieri interrotti e poi ripresi. Ma il palazzo non è stato ancora recuperato del tutto: mancano le sale del piano terra in cui allestire mostre temporanee (indispensabili per rendere più affascinante un viaggio nell'arte che altrimenti risulterebbe statico e ripetitivo), spettacoli, concerti e conferenze. La sfida del 2020 entro dicembre, salvo ricorsi e scocciature burocratiche è realizzare la copertura in vetro e acciaio del cortile: a fine mese, la Loggia aprirà le offerte del bando per assegnare i lavori (il preventivo è di 816 mila euro). Il tetto hi-tech è fondamentale per fare della Pinacoteca un passage tra piazza Moretto e via Martinengo: uno spazio da attraversare respirando cultura (e, magari, bevendo un espresso nel bar che Brescia Musei vorrebbe aprire sempre a piano terra). A palazzo, poi, manca un segno contemporaneo che si ispiri alla collezione del conte Tosio e, al tempo stesso, le infonda un'allure nuova: le trattative con il semi-dio angloindiano Anish Kapoor, cui è stato chiesto un progetto su misura, sono ancora in corso. Al momento, oltre a qualche telefonata con prefisso internazionale, sopralluoghi e scambio di bozzetti, non c'è nulla di certo: è un percorso in costruzione. Di sicuro, c'è solo un'altra Kapoor: Sophie Walker, moglie dell'artista e paesaggista dal curriculum indiscutibile, disegnerà il giardino della Pinacoteca.