Caro direttore, nel mio ruolo di presidente della Fondazione Canova di Possagno sono costretto a un chiarimento. Una inspiegabile e impulsiva accelerazione della Amministrazione comunale di Possagno, ha, contro ogni regola e senza una delibera del consiglio di amministrazione della Fondazione, e neppure una informale comunicazione al suo Presidente, fatto arrivare ai giornali notizia (raccolta dal Corriere) della nomina di Chiara Casarin a «Direttrice unica» della Gypsoteca e Museo Antonio Canova di Possagno e dei Musei Civici di Bassano. Si tratta probabilmente di una intuizione o di un auspicio del sindaco di Possagno, Valerio Favero, che me ne aveva parlato mesi fa, ma ogni decisione andava doverosamente rimandata al primo cda che, alla metà di dicembre, ho convocato per il 14 gennaio. Continuo a non capire le ragioni di una accelerazione ingiustificata, se non motivandola con la scadenza inevitabile del mandato di consulenza del direttore, già in pensione, Mario Guderzo, non rinnovabile; e quindi, per una singolare ansia da horror vacui, rimpiazzato, ad horas, il giorno dopo la sua decadenza, il 1 gennaio, come si legge in un comunicato semiclandestino, elaborato senza alcun riferimento al cda della Fondazione Canova. La quale, pur essendo un ente con personalità giuridica di diritto privato, è riconosciuta di pubblico interesse con decreto della regione Veneto, determinando l'opportunità, se non il principio etico della nomina di una figura come quella del direttore, attraverso un concorso di evidenza pubblica o una chiamata di esperti sui quali esercitare la scelta da parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione (magari attraverso una commissione appositamente istituita), della quale altrimenti non ci sarebbe la necessità. Tutto questo non è avvenuto e, com'era inevitabile, il presidente, cui si attribuisce la nomina, è già destinatario di proteste di chi indica che la dottoressa Casarin, che si dichiara «curatore indipendente», è in realtà una studiosa di arte contemporanea, laureata in semiotica e non in storia dell'arte. Dunque non vi è nulla di chiaro nella doppia direzione, che non risulta praticabile, tra il Museo di Bassano e la Fondazione di Canova. Appare invece una forzatura la nomina ex abrupto a Possagno, tanto da far scrivere il 3 gennaio 2020 ad Alessandro Tich: «Nasce così per la prima volta, nella lunga e prestigiosa storia dei musei di Bassano e di Possagno, la figura della birettrice. Una e bina, chiamata a reggere in contemporanea le sorti di entrambe le strutture. Anche se, per le modalità con le quali tutto ciò sta accadendo, rimane ancora irrisolta e alquanto controversa un'importante questione di fondo. In questo momento, infatti, le cose stanno così. A Possagno rendendosi vacante il posto di direttore dall'1 gennaio la Fondazione Canova, che gestisce il Museo Gypsotheca, ha provveduto alla nomina della nuova responsabile. A Bassano invece il direttore (ovvero direttore scientifico) dei Musei Civici viene nominato a seguito di un bando pubblico di selezione». Non fa una piega. Dunque, in realtà, a quanto risulta, la Casarin non è direttrice unica, e non dirige né Bassano né Possagno. In attesa che chiarisca la sua posizione ai Musei Civici di Bassano, ho manifestato la mia disponibilità, su richiesta del sindaco, a nominarla membro del Comitato di Studio con funzione di consulente operativa, anche a titolo oneroso. Il resto è fantasia e, dall'altezza dei titoli di Casarin, rischia di compromettere la reputazione della Fondazione Canova.