Sgarbi: «Una mostra con i disegni della collezione Cunial» Vittorio Sgarbi è pieno di progetti. Guiderà le celebrazioni per i 200 anni dalla morte di Antonio Canova. A un anno dal suo insediamento alla presidenza della Fondazione Canova di Possagno, il critico d'arte promette faville per quel «patrimonio dell'umanità» che è rappresentato da Antonio Canova (Possagno, 1 novembre 1757 - Venezia, 13 ottobre 1822). Sgarbi ha deciso di costruire un «modello» che valorizzerà l'intero patrimonio veneto. Ci anticipa le strategie della Fondazione che presiede, la Gipsoteca e il Museo Canova? «Aspettando il 2022, riportando l'attenzione sul Canova e sui suoi allievi, ho in programma una prima mostra con i 19 disegni della Collezione Cunial, finora non ancora esposti, da poco acquisiti da un illuminato antiquario. La faremo a Possagno. Poi estenderemo l'interesse che già Roma (con la mostra curata da Giuseppe Pavanello) e Milano (con la rassegna in corso alle Gallerie d'Italia) hanno suscitato. D'intesa col governatore della Sicilia, voglio fare un "regalo" a Berlusconi, recuperando due opere di Giuseppe De Fabris, rubate tempo fa dalla Cappella gentilizia di Villa Gernetto, a Lesmo, dove Berlusconi ha ipotizzato un'università della politica, per valorizzare il pensiero liberale. De Fabris, nato a Nove di Bassano, allievo del Canova, suo discepolo a Roma, ha realizzato alcune lastre che la Sovrintendenza di Palermo ha da tempo in custodia. E poi abbiamo un'altra trasferta oltre Oceano, tra Washington e Chicago, nel giro dei prossimi mesi». Chi ha chiamato a sostituire Mario Guderzo, direttore della Gipsoteca? «Sarà una direzione collegiale, se così si può intendere. Con una responsabile operativa, suggeritami da Valerio Favero, il sindaco di Possagno e vicepresidente della Fondazione: Chiara Casarin, 45enne, già direttrice ed ora consulente dei Musei Civici di Bassano. Con lei alla guida si ricompone quell'unità di intenti e di gestione che aveva permesso a monsignor Giambattista Sartori Canova, fratellastro dell'artista, a lungo segretario e suo esecutore testamentario, la cospicua donazione alla città del Grappa, di opere, gessi e disegni del maestro». Casarin recentemente ha dato alle stampe un volume di saggi sull'«Atelier Canova». «Ho apprezzato il suo lavoro. Ha recuperato storie e ricerche sui bozzetti delle Tre Grazie e della Maddalena Penitente che arricchiscono i Musei bassanesi. Mi è piaciuta soprattutto quella ricerca e digitalizzazione di un patrimonio inestimabile, realizzato con Factum Arte, dei disegni, dei taccuini del Canova, più di 2mila pezzi». Come trasformerà l'organigramma della Fondazione? «Trasformo il vecchio Comitato Scientifico, dell'era Pavanello-Guderzo, ricco di 14 saggi, provenenti dai maggiori musei del mondo, di difficile convocazione, in una specie di "Albo d'onore". Lo sostituisco con un direttivo, snello, rappresentativo delle più giovani generazioni di esperti, nel quale entro anch'io, composto da Stefano Grandesso, Francesco Leone, Elena Catra, Peter Peter Glidewell, Tommaso Farruda. E ho appena ottenuto anche la disponibilità del sovrintendente Fabrizio Magani. Casarin, che è consulente a Bassano e lo sarà a Possagno, e che è presente sul territorio, avrà funzione di coordinamento direttivo del comitato. Questo comitato serve per avanzare proposte. Ciò è all'ordine del giorno della riunione del 14 gennaio. Si discuterà anche del coordinamento delle iniziative canoviane per il triennio 2020-2022, dei progetti espositivi e di un protocollo d'intesa con la Fondazione Pallavicino per la pubblicazione di quattro volumi fotografici di Luigi Spina sulla Gipsoteca di Possagno. In discussione ci saranno anche il ripristino dell'allestimento di Carlo Scarpa e accordi per la riproduzione e commercializzazione dei gessi di Canova». Il Parlamento ha appena deciso di prolungare di un altro triennio le celebrazioni per i suoi «grandi». Dopo Leonardo(2019), Raffaello (quest'anno) e Dante (2021) cosa ci possiamo attendere? «Porteremo l'attenzione del mondo su due genialità venete: nel 2022 ricorderemo Canova, nel '23 il Perugino, e nel '24 di nuovo qui, a partire da Asolo, in onore di Eleonora Duse. Il 14 gennaio avvieremo anche la preparazione di documenti per la costituzione di un Comitato Nazionale per le celebrazioni di Canova. E poi fra Possagno e Treviso ci sarà una grande mostra sul confrontodialogo tra Antonio Canova e Arturo Martini. Risaliremo al Tempio di Possagno di cui si è appena iniziato a ricordare la posa della prima pietra, giusto 200 anni fa».
Corriere della Sera
5 Gennaio 2020
✓ Entità verificate
Il mio Canova mai visto. Le celebrazioni per i 200 anni dalla morte dello scultore
GI
Giandomenico Cortese
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
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