Nel mirino medici e avvocati. I carabinieri: trovato un cannone del XVI secolo da 40 mila euro BARI. Armi antiche, preziosi reperti archeologici e pezzi di antiquariato posseduti illegalmente e venduti su piattaforme online. Ventisette le persone denunciate, quasi tutti professionisti baresi (medici, avvocati e antiquari) dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, diretti dal maggiore Giovanni Di Bella, all'esito di una indagine durata sei mesi sulla compravendita e su aste di pezzi d'arte. Agli indagati vengono contestati i reati di ricettazione, impossessamento illecito di beni culturali e detenzione abusiva di armi antiche. Tra i beni sequestrati c'è un cannone del XVI secolo del valore di circa 40 mila euro (è di preziosa fattura in bronzo), un'arma in dotazione all'esercito borbonico e un'altra alle truppe papali. L'individuazione dei preziosi reperti è stata possibile grazie a quello che è stato definito «un pattugliamento telematico» sia dei siti web specializzati nella compravendita di oggetti d'arte che di quelli relativi alla vendita di appartamenti e ville. In questo modo attraverso le foto pubblicate dai proprietari degli immobili, i carabinieri sono riusciti ad individuare le abitazioni in cui i reperti erano custoditi ed esposti in bella vista. Da qui una serie di perquisizioni in tutta la Puglia, ma soprattutto a Bari, che hanno permesso di recuperare 140 reperti archelogici risalenti tra il III ed il IV secolo, 200 frammenti (prevalentemente parti di corredi funerari provenienti da scavi clandestini e quasi del tutto integri) e 30 armi antiche. «È un'operazione iniziata circa sei mesi fa - spiega il maggiore Di Bella - con una pattuglia telematica sui siti che trattavano la compravendita di oggetti di antiquariato. La maggior parte del materiale sequestrato è frutto di scavo clandestino. La vendita on line - spiega ancora - funziona ormai per tutto, anche per i reperti archeologici con scambi tra privati. Il cannone, per esempio, di importante valore storico era stato venduto online ad una casa d'asta e lo abbiamo recuperato a Torino, ma proveniva da Genova». Gli oggetti sequestrati (di cui è stata stabilità l'autenticità in seguito ad attività tecniche) saranno confiscati: alcuni pezzi finiranno nei musei italiani, mentre altri entreranno a far parte del Patrimonio culturale dello Stato .
Corriere della Sera
5 Gennaio 2020
Bari. Acquisti online di antichità, denunciati 27 professionisti
AN
Angela Balenzano
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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