«I luoghi antichi di spettacolo sono presenti con le loro architetture in un grande territorio che abbraccia tre continenti, testimoniando l'appartenenza a radici comuni e contribuendo a promuovere la comprensione reciproca ed il dialogo interculturale. La loro conservazione e il permanere dell'utilizzo per ospitare attività culturali consente, attraverso le arti, l'incontro di molteplici culture, recuperando la memoria e la coscienza di una storia condivisa». Sono le prime parole vergate nella Carta di Siracusa, elaborata nel convegno del 2004 al Museo Paolo Orsi e al centro dell'incontro di sabato a Segesta, sul piano di fruizione e conservazione dei teatri antichi, non ultimo, naturalmente, quello di Siracusa, in cui si svolge una prestigiosissima stagione. Nel testo si tratteggia una Sicilia «promotrice di un dialogo di pace, cooperazione e sviluppo», le «tracce di pietra delle architetture teatrali che definiscono una trama diffusa di paesaggi culturali» ma, soprattutto, il documento, pone l'accento sulla necessità di mettere in campo una «efficace politica di programmazione della conservazione, basata sulla prevenzione e sulla mitigazione delle vulnerabilità e pericolosità» dal momento che «eventi naturali, disastrosi, agenti inquinanti o fruizioni improprie, hanno progressivamente accentuato le aggressioni a questo inestimabile patrimonio culturale». Spettacoli si, è il messaggio, ma con cautela, purché essi contribuiscano al «racconto letterario del mito sottolineando l'attualità della parola antica nella riproposta del repertorio classico di tragedie e commedie». Per dirla, in parole più semplici, con il responsabile del Centro regionale per il restauro, Guido Meli, tra i promotori della Carta: «Si utilizzino pure i teatri antichi per ospitarvi eventi ma con equilibrio e tanto buon senso». Questo è, infine, l'obiettivo a cui mirano le comunità scientifiche e le istituzioni dei paesi che hanno aderito alla Carta di Siracusa. «L'azione comune - si legge ancora - avrà l'obiettivo di maturare una riflessione critica sulle diverse esperienze di conservazione ed uso che interpretano le singole realtà e caratteristiche dei teatri antichi e dei contesti ambientali». Le specificità dei singoli teatri non sono da trascurare e la Sicilia è già un ottimo esempio di fruizione «diversificata» dei teatri antichi, purché non si perda di vista la centralità dell'azione di salvaguardia del bene culturale. Alla Carta di Siracusa fanno riferimento quattro allegati tecnici tematici per contribuire alla costruzione di «protocolli di conoscenza, conservazione , fruizione e gestione» con l'auspicio che essi vengano definiti e attuati in relazione ai singoli edifici. Il primo protocollo fa riferimento all'organizzazione e alla gestione delle conoscenze sulla realtà conservativa delle architetture teatrali antiche e del contesto territoriale, a seguire, la diagnostica, il monitoraggio, la conservazione e il restauro. Terzo, valutare la sostenibilità dell'attività teatrale e la salvaguardia dell'edificio archeologico. Quarto: gestione dei teatri antichi e reti culturali territoriali per uno sviluppo locale. Tante le novità del documento elaborato a Siracusa tra cui la previsione delle Carte tematiche del rischio delle architetture teatrali antiche, condotte a scala regionale, da inserire all'interno delle Carte del rischio euromediterraneo in grado di leggere e interpretare, le relazioni tra lo stato di conservazione dei teatri antichi e le pericolosità che caratterizzano i territori dove essi si insediano. L'11 settembre insegna, ma il riferimento non è esclusivamente legato all'eventualità di attentati, ma anche a sismi o altri eventi traumatici.
SICILIA: Un protollo euro-mediterraneo sui teatri antichi
I luoghi antichi di spettacolo sono presenti in un grande territorio che abbraccia tre continenti, testimonianza dell'appartenenza a radici comuni. La loro conservazione e l'utilizzo per attività culturali promuovono l'incontro di culture diverse e la comprensione reciproca. La Carta di Siracusa, elaborata nel 2004, promuove la conservazione e la fruizione dei teatri antichi, sottolineando la necessità di una politica di programmazione efficace per prevenire le aggressioni a questo patrimonio culturale. Il documento propone protocolli per la conservazione, la fruizione e la gestione dei teatri antichi, e prevede la creazione di Carte tematiche del rischio per le architetture teatrali antiche.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo