Prima che il bando sia fatto, il sottosegretario M5s, Turco, ha già annunciato che la vincitrice è la citta' di Taranto. In sindaco Pd di Trani è imbufalito. E Boccia che ha il collegio a Trani ma spinge per Taranto è rimasto nella morsa La corsa per aggiudicarsi il titolo di Capitale italiana della cultura 2021, apertasi ufficialmente lo scorso 16 dicembre con la scadenza del bando per presentare le candidature al ministero dei beni culturali, avrebbe in realtà già un vincitore: Taranto. Con buona pace delle altre città candidate che, da Nord a Sud lungo lo Stivale, sperano di aggiudicarsi l'ambito riconoscimento che, oltre a un evidente ritorno di immagine, porterebbe nelle casse del comune prescelto almeno un milione di euro di fondi. L'elenco delle città che aspirano a succedere a Parma (capitale della cultura per l'anno appena cominciato) è lungo ed annovera, accanto a "teste di serie" come Torino e Livorno, anche Pordenone e molte città del Sud (Scicli, Procida, Castellammare di Stabia, Capaccio Paestum, Trani e Taranto). Ma per il sottosegretario tarantino Mario Turco, M5s, i giochi sarebbero già fatti. Perché proprio il capoluogo ionico potrebbe contare, a differenza degli altri contendenti, su uno sponsor d'eccezione. «Il governo sosterrà insieme al comune la candidatura di Taranto a capitale della cultura», ha dichiarato alla Gazzetta del Mezzogiorno il sottosegretario M5s, secondo cui il titolo di capitale culturale 2021, assieme ai festeggiamenti per i 50 anni dalla nascita delle regioni, rappresenteranno «due misure concrete per il rilancio della città e della provincia di Taranto». E per portare in riva al Mar Piccolo la festa delle regioni, Turco avrebbe già un'intesa con il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia. Lo scatto in avanti del senatore Pentastellato ha fatto andare su tutte le furie il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro (Pd), che ha definito «gravissime» le affermazioni di Turco. «Il ministero per i beni culturali ha da poco emanato il bando per individuare la città capitale italiana della cultura 2021 e dovrebbe mantenere una certa equidistanza dalle dinamiche delle candidature, tenuto conto che le città candidate, Trani compresa, stanno lavorando per preparare i rispettivi dossier», ha tuonato Bottaro sulla propria pagina Facebook. E le ragioni sono facilmente comprensibili. Se fosse vero quanto dichiarato dal sottosegretario Turco, e cioè che «il governo sosterrà la candidatura di Taranto», il bando del Mibact avrebbe già un vincitore e sarebbe, come l'ha senza mezzi termini definito il primo cittadino tranese, «una farsa». Per questo Bottaro (che poco prima di Natale ha ufficializzato la ricandidatura alla carica di primo cittadino nelle amministrative 2020) ha chiesto ufficialmente al governo di smentire Turco, «scusandosi con tutte le città italiane in lizza». Non solo. Ha annunciato di aver chiesto ai parlamentari locali di presentare un'interrogazione parlamentare sul punto e si è detto pronto a tutelare «in tutte le sedi competenti» la città di Trani e le altre città candidate. Insomma, a un anno esatto dall'assegnazione dell'ambito riconoscimento, la «perla dell'Adriatico» contro la Capitale della Magna Grecia iniziano a darsele di santa ragione. E toccherà al ministro Boccia disinnescare la miccia accesa da Turco. Al ministro, che è di Bisceglie (10 chilometri da Trani) e per anni è stato il parlamentare di riferimento per l'area della Bat, il sindaco di Trani chiederà quantomeno di poter giocare una partita ad armi pari. Con Taranto e con le altre città concorrenti. Ma Boccia è da sempre molto vicino a Taranto e alla vicende del capoluogo ionico (lo dimostra la grande attenzione dedicata dal ministro alla crisi dell'ex Ilva) e gode di grande considerazione nell'universo Pentastellato, essendo stato tra i primi fautori di un accordo Pd e M5s in tempi in cui parlare di un possibile governo giallorosso avrebbe prodotto crisi di orticaria a qualunque dirigente dem. Riuscirà il ministro ad uscire dal cul de sac in cui l'ha infilato il sottosegretario Turco?