Insieme per Napoli e Comitato di Portosalvo "fotografano" le condizioni del tetto: «Risulta scoperchiato in più punti» Napoli. La nottata di Palazzo d'Avalos non è passata. Ma non è passato sotto silenzio nemmeno l'appello lanciato ieri dal principe Andrea attraverso il Corriere del Mezzogiorno . «Ora piove nella mia camera da letto» ha detto l'erede D'Avalos. In questi giorni la pioggia ha sfondato una controsoffittatura cancellando un affresco: il mio letto è a pochi metri dal crollo». Diventa, dunque, una corsa contro il tempo e contro il maltempo la realizzazione del risultato ottenuto dopo la campagna di stampa del Corriere : il recupero dell'appartamento nobile imposto dal Mibact alla Vasto srl, in base all'articolo 32 del Codice dei Beni culturali che prevede, in caso di inadempienza della società, il restauro del Palazzo da parte del ministero in danno della stessa. Affinché si intervenga tempestivamente, più di cento associazioni raccolte sotto la sigla Insieme per Napoli con il Comitato di Portosalvo hanno fatto cartello e stanno redigendo una nota che invieranno alla soprintendenza e al ministro Dario Franceschini. Intanto il soprintendente Luigi La Rocca dà conto dei tempi tecnici: «Devono passare 30 giorni dalla ricezione della nota che abbiamo spedito alla Vasto il 3 dicembre scorso. Ho la sensazione che la società dei Ferlino stia redigendo un progetto per la realizzazione dei lavori anche se non ne ho la certezza. Noi aspetteremo questo termine per valutare l'eventuale intervento proposto». E aggiunge: «Il principe Andrea ha avvisato anche la soprintendenza delle nuove infiltrazioni e i nostri tecnici hanno fatto qualche giorno fa un nuovo sopralluogo. Dal canto mio sono contento della mobilitazione delle associazioni ovvero dei cittadini. Teniamo in conto le loro sollecitazioni ma non possiamo partire lancia in resta perché ci sono tempi burocratici. Volentieri, dunque, aspetto la nota annunciata». Che è una sorta di "fate presto". «La "battaglia" che il Corriere del Mezzogiorno sta conducendo dice il presidente di Insieme per Napoli, avvocato Gaetano Brancaccio è centrale per la cultura partenopea come centrale è un palazzo così maestoso che racconta secoli di vicende strategiche per il Mezzogiorno e l'Europa, legate a una casata di grande prestigio. Dopo le nuove infiltrazioni e l'ennesimo crollo, da cittadini abbiamo fatto una ricerca su Google Maps e abbiamo inquadrato il tetto: si vede chiaramente che in alcuni punti è scoperchiato. È come se in Arabia Saudita bruciassero pozzi di petrolio. Il recupero di Palazzo d'Avalos, in connessione con Palazzo Roccella oggi Pan, potrebbe infatti essere il segnale di riscossa di Chiaia, un quartiere che ha fatto passi indietro in fatto di vivibilità. Il Vomero mantiene una sua forza sia commerciale che di decoro, mentre Chiaia di notte è solo baretti e di giorno commercio sofferente e spazzatura dilagante. Noi crediamo che il recupero del Palazzo possa essere un vero motore sviluppo. Se il brand Napoli è soprattutto arte, nonostante una possibilità di accoglienza pari a zero, questo sito così attrattivo potrà rilanciare Chiaia». «La strada è già segnata dice Antonio Pariante del Comitato di Portosalvo ed è quella dell'esperienza di Palazzo Roccella che, in epoca Bassolino, fu trasformato in Palazzo delle Arti. Li separano pochi metri. Per questo rilanciamo l'idea del super-Pan ovvero di un polo museale allargato che con Palazzo d'Avalos possa diventare occasione di rilancio. Ad inizio 2020 scriveremo al governatore De Luca perché possa accogliere questa proposta».
Corriere della Sera
28 Dicembre 2019
Napoli, Palazzo d'Avalos. Nuovo crollo, associazioni in campo. La Rocca: manca il piano della Vasto
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