C'è un trittico tutto campano nel prestigioso Best of 2019 pubblicato ieri da «Artribune»: Laura Valente, miglior presidente di museo; App Paestum miglior progetto digitale per i beni culturali ed Eugenio Viola miglior curatore. «In poco più di un anno si legge nella motivazione ha trasformato la gestione del museo Madre. La sua presidenza ha dato un cambio di passo: sono nate infatti le edizioni Madre e tutti i cataloghi sono prodotti e distribuiti dal museo». Non solo. La Artribune continua: «Dopo molto tempo finalmente ha preso vita l'archivio del museo, che è inoltre entrato nella piattaforma Google Arts Culture; è nata la prima Summer School dei mestieri dell'arte la formazione è interna (506 iscritti in pochi giorni, da record); oltre duemila ragazzi coinvolti, 20 progetti, 19 quartieri, 30 operatori, 24 artisti e 8 aziende. Da non dimenticare anche il progetto Madre per il Sociale , fortemente voluto da Valente: per la prima volta la Fondazione volge lo sguardo verso un'ulteriore sperimentazione del proprio ruolo, l'inclusione sociale e lo sconfinamento dei linguaggi nelle culture del contemporaneo. Con tutte queste idee il progetto è stato premiato con un bel 48 in termini di pubblico giovane che ha visitato il Museo. Inoltre è riuscita a sanare tutte le cause pendenti del passato. Cosa non da poco. Insomma, grazie alla Valente non si parla più solo di direttori di Museo ma anche di presidenti e del loro ruolo fondamentale». «Sono orgogliosa e sorpresa commenta Valente perché sono presidente del Madre relativamente da poco. Il passaggio che mi rende più felice è "il cambio di passo": significa guardare al futuro con un modello nuovo e una gestione aperta a nuovi orizzonti. Il museo è una comunità che cambia la sua pelle coniugando tutti i linguaggi della contemporaneità. Devo ringraziare la fiducia che mi è stata accordata dalle istituzioni, il cda straordinario e tutto il mio team, i lavoratori del Madre che non hanno fatto mai mancare il sostegno al cambiamento. La Regione non è solo socio, mi è stata al fianco nel processo di innovazione». Per Viola, napoletano in trasferta in Colombia, questo del 2019 è il secondo podio: «Lo avevamo già segnalato come miglior curatore nel 2017 scrive la rivista anno in cui è stato nominato Chief Curator del Perth Institute of Contemporary Arts in Australia, istituzione a cui è approdato nel 2017, dopo l'esperienza curatoriale maturata al Madre. Lo scorso febbraio per Viola è arrivato un altro importante incarico internazionale, questa volta al Mambo Museo de Arte Moderno de Bogotá. Continua così l'escalation globale del critico e curatore napoletano, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e campi di indagine. Non dimenticando l'Italia: al Pac di Milano è stata inaugurata Australia. Storie dagli Antipodi , grande ricognizione sull'arte contemporanea australiana curata da Viola, la prima mai realizzata in Italia». E chi l'avrebbe detto che l'antica Paestum con il suo Parco diretto da Gabriel Zuchtriegel si sarebbe riscattata grazie alla tecnologia: «Bello questo progetto di app lanciato dal Parco Archeologico di Paestum ed Eccom, in collaborazione con Visivalab» dicono i critici di Artribune . «L'app Paestum è in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo e cinese con l'obiettivo di ampliare ulteriormente l'offerta considerando le lingue del nuovo turismo emergente. Ma la vera novità riguarda la traduzione dei contenuti audio della app nella lingua dei segni italiana (Lis), una scelta di inclusione importante perché allarga il bacino di fruizione del servizio a tutti gli appartenenti alla comunità sorda italiana. Un passo in avanti significativo nel percorso di eliminazione di barriere o discriminazioni nella fruizione del patrimonio artistico-culturale».