CALABRIA: MULE' SU RICONOSCIMENTO BENI CULTURALI DA UNESCO (ASCA) - Catanzaro, 12 set - "In Italia - scrive Cesare Mule' - i Beni Culturali riconosciuti dal'Unesco, come beni d'interesse per tutta l'umanita', sono 36 e riguardano intere citta', zone archeologiche, palazzi e chiese, ambiti paesaggistici ed urbanistici. Essi nelle Regioni sono ovviamente raggruppati in misura diversa. Ve ne sono 5 in Toscana, Lazio e Sicilia; 4 in Lombardia; 2 in Puglia; 1 in Lucania; 0 in Calabria. Eppure - prosegue Mule' - in Calabria sussistono foreste plurisecolari (i Giganti del Fallistro, i calanchi jonici catanzaresi), siti di archeologia classica e medioevale sovrapposte, impianti di Chiese cinquecentesche, ed insieme fioriture di architettura barocca (Serra S.Bruno), grotte eremitiche, gioielli di chiese bizantine come a Stilo. Il mio elenco e' puramente esemplificativo e lacunoso ma indica alcune piste di rilievo". Nei mesi scorsi, lo studioso Mule' ha segnalato alle piu' alte rappresentanze istituzionali della Regione (presidente Loiero, assessore Donnici) l'opportunita' di promuovere le procedure di riconoscimento da parte dell'Unesco di un ristrettissimo gruppo di Beni. "Oggi - sottolinea Mule'- rinnovo ed estendo la proposta al vivace Prof. Salvatore Venuta, magnifico rettore dell'Universita' "Magna Grecia" di Catanzaro, che ha l'autorevolezza scientifica e culturale per valutare e supportare la richiesta presso il Comitato Nazionale dell'Unesco". E richiama la sua proposta: "Scolacium e' il sito che merita di essere accreditato presso l'Unesco, non perche' la Calabria e' rimasta esclusa (sarebbe un motivo di stupido campanile e di degenere localismo), ma perche' in pochi chilometri quadrati insiste un'alta e luminosa stratificazione di testimonianze della civilta' come reperti protostorici e greci, consistenti resti di una citta' romana, edifici religiosi paleocristiani, bizantini-normanni, castelli e torri dell'eta' di mezzo, opifici industriali di archeo moderno. Il tutto fasciato da un uliveto plurisecolare, forse originato in tempo medioevale. Reputo Scolacium il luogo dove in Calabria vi e' la massima connotazione e consistenza armonica di diverse stazioni della civilta' in un territorio ristretto ristretto. Ed allora: provvederanno i consoli! Il lassismo e la sottovalutazione -conclude l'intervento di Cesare Mule'- pongono la Calabria in posizione di degrado".