Nuova inaugurazione, nuovo Sgarbi-show. Dopo le stoccate contro i precari del Mart, accusati di non aver voglia di lavorare, il presidente del museo di arte di Rovereto ieri non si è lascito sfuggire l'occasione per puntare nuovamente il dito contro una serie di personalità non di suo gradimento. Circostanza dello sfogo la presentazione al pubblico dell'esposizione dedicata a Tullio Garbari che fino a fine febbraio troverà spazio al Palazzo delle Albere di Trento. La mostra del pittore, dovrà dividersi la struttura con quella dedicata alle macchine di Leonardo da Vinci organizzata dal Muse al primo piano. «Salomonico» è stato dunque definito l'assessore provinciale alla cultura Mirko Bisesti, responsabile della divisione del palazzo tra le due istituzioni trentine. «Al Mart è stato affidato il secondo piano dove ci piove in testa invece che il primo, più adatto a esposizioni di pregio» ha rimarcato Sgarbi. Sono stati lanciati strali anche conto Renzo Piano, autore del progetto del Muse stesso, giudicato non adatto a sorgere accanto all'architettura rinascimentale del palazzo, e l'intero quartiere delle Albere, definito «progetto di speculazione edilizia». Dalla furia del critico d'arte non si sono salvati nemmeno i vertici del Muse. A partire da Michele Lanzinger e Stefano Zecchi.