La Pinacoteca di Brera celebra il Natale con un ospite appena giunto da Parigi e un record da mettere in bacheca. Il capolavoro, intanto: il quadro «Angelica e Medoro» dipinto da Simone Peterzano, allievo di Tiziano a Venezia e maestro di Caravaggio a Milano. I numeri, ora. I visitatori del museo sono cresciuti del 6 nel 2019, arrivando a toccare le 410 mila presenze. Un trend positivo costante calcolato negli ultimi tre anni in un più 20 (da 343 mila a 410 mila): «Abbiamo riavvicinato i giovani a Brera». Ma il futuro di Palazzo Citterio è ancora in stallo: servono risposte dal ministero per i Beni culturali. La Pinacoteca di Brera celebra il Natale con un ospite appena giunto da Parigi, precisamente dalla Galerie Canesso: il quadro «Angelica e Medoro» dipinto da Simone Peterzano (1540 1599), che a Venezia fu allievo di Tiziano e a Milano maestro di Caravaggio. L'opera è proposta accanto a «Venere e Cupido con due satiri in un paesaggio», una grande tela giunta nel museo nel 1998. In coda alla presentazione delle due opere (prologo della grande mostra che l'Accademia Carrara di Bergamo dedicherà al Peterzano dal 6 febbraio), Bradburne ha snocciolato i dati sull'affluenza nelle sale del museo nel 2019. Innanzi tutto il numero dei visitatori è salito del 6 per cento arrivando a toccare le 410 mila presenze. Un trend positivo costante calcolato negli ultimi tre anni in un più 20 per cento (da 343 mila a 410 mila). Incremento costante, non a picchi, valutato positivamente. «I fuochi d'artificio non servono perché si spengono presto», ha spiegato il direttore. «Meglio una crescita lenta e continua per passaparola che trasforma Brera in un luogo della vita quotidiana dei milanesi». Più sorprese riservano invece i numeri sulla composizione del pubblico. Quest'anno il rapporto fra visitatori giovani e quelli sopra i 65 anni si è invertito. Se nel 2018 le persone fra i 18 e i 25 anni rappresentavano il 5,5 per cento; nel 2019, escluso il mese di dicembre, sono diventati l'8,8 per cento, cui vanno sommati gli under 18 pari a un 4,9 per cento. La proiezione totale di fine anno ammonta quindi a un 15 per cento nella fascia fino ai 25 anni (escluse le scolaresche) e a un 4 per cento nella fascia sopra i 65 anni, che invece l'anno scorso occupava il 6 per cento del totale. «Significa che dobbiamo fare di più e queste statistiche servono proprio a mettere a punto una strategia», ha commentato il direttore. «L'impegno profuso verso i giovani con tante iniziative, ha dato i suoi frutti prosegue Bradburne . Per esempio ora vediamo fra le sale anche molti studenti dell'Accademia. Ma dobbiamo migliorare la formula per i nonni. In ogni caso rivedremo presto l'intera politica dei prezzi dei biglietti». Per quanto riguarda Palazzo Citterio, invece, non ci sono novità. L'ex ministro Alberto Bonisoli aveva dato l'ok alle modifiche auspicate da Bradburne, ma senza mettere la decisione nero su bianco. Ora una commissione che fa capo al nuovo ministro ai Beni culturali Dario Franceschini sta valutando il progetto esecutivo, ma c'è da giurare che la neo confermata sovrintendente Antonella Ranaldi, che aveva seguito i lavori del Palazzo, difenderà a spada tratta il suo operato.