Il sindaco Lembo chiede un incontro a Costa. Gli ambientalisti: promesse tradite Capri. Salta l'istituzione dell'Area Marina Protetta, Capri sul piede di guerra chiede un incontro urgente al ministro Costa. Il sindaco Marino Lembo, assieme all'assessore Paola Mazzina, ha scritto al titolare dell'Ambiente per «rinnovare il disappunto sulla decisione del Governo di escludere dalla legge di stabilità la previsione volta ad istituire l'Area Marina Protetta dell'Isola di Capri». Gli amministratori hanno provato la via istituzionale per ricevere risposte prima di avviare l'iter per la convocazione di un consiglio comunale nella capitale ed organizzare nuove iniziative di protesta. Ed alla chiamata alle armi del primo cittadino hanno risposto in tanti: ambientalisti, categorie, associazioni imprenditoriali ed organizzazioni di tutela ambientale. A cominciare da Federconsumatori Campania che si è unita alla comunità isolana ed a Legambiente nella battaglia per la salvaguardia del mare. «Chiediamo al Ministro dell'Ambiente Sergio Costa - ha dichiarato il presidente Rosario Stornaiuolo - di mantenere le promesse fatte ai cittadini, perché la situazione attorno all'isola rischia di precipitare. L'Amp servirà in primis a regolare le visite per godere tutti in maniera sostenibile del mare e del territorio costiero della perla del Mediterraneo. Non molleremo di un passo conclude Stornaiuolo e chiediamo a tutti di fare realmente la propria parte, perché enunciazioni e promesse si tramutino subito in serietà e realtà, per il bene di una delle più belle isole del mondo». A dare supporto anche Capri Excellence. «Riteniamo che questa decisione rappresenti un vero e proprio segnale verso un'ulteriore deregulation e verso tutte quelle forze economiche esterne ed interne all'isola impegnate da anni in uno sfruttamento selvaggio e incontrollato delle sue coste. L'associazione - si legge in una nota - lancia un grido di allarme e invita tutta la popolazione locale e coloro che amano Capri ad una forte mobilitazione contro la prospettiva di una definitiva trasformazione dell'isola in una squallida piattaforma commerciale». Ed anche la politica fa fronte comune per evitare che il mare di Capri diventi un parking all'aperto senza futuro. «Quando eravamo al Comune ci impegnammo col ministro a contribuire alla spesa necessaria all'istituzione proprio per raggiungere l'obiettivo il prima possibile. Non so perché ci sia stato questo passo indietro - commenta Bozzaotre - in questi mesi si doveva ribadire con forza questa volontà anziché perdere tempo e risorse appresso a comunicati stampa ad effetto che sono stati clamorosamente smentiti dai fatti. Non resta che rimboccarsi le maniche e riprendere il percorso e se c'è qualcuno che non è d'accordo esca allo scoperto». Assente «giustificato» il Comune di Anacapri, alle prese con l'emergenza sanitaria dovuta alle carenze strutturali dell'eliporto Damecuta.