Pompei. Pochi giorni fa i vigili urbani avevano chiuso la libreria perché fuorilegge, non c'erano i permessi del comune. La costruzione del negozio che vende prodotti multimediali non era stata mai comunicata all'Amministrazione. POMPEI. Pochi giorni fagli agenti della polizia locale di Pompei, nell'ambito di un blitz finalizzato alla prevenzione ed alla repressione del fenomeno dell'abusivismo commerciale, hanno posto sotto sequestro il "bookshop" istituito all'interno degli Scavi, nei pressi dell'ingresso di Porta Marina inferiore. Adesso si viene a scoprire che l'attuale consorte del Soprintendente Pietro Giovanni Guzzo (nel riquadro), la signora Rosanna Cappelli, fa parte del consiglio di amministrazione della "Electa", la società che gestiva il punto vendita chiuso, perché "abusivo". La notizia è destinata a scatenare un autentico vespaio di polemiche, anche se - è bene precisarlo - tale circostanza non configurerebbe, di per sé, violazione di norme giuridiche, quanto piuttosto un problema di opportunità e lascia intravedere la sussistenza di un conflitto di interessi. Già perché la domanda che tutti gli addetti ai lavori (e i comuni mortali, ndr) si pongono è la seguente: era a conoscenza, il professore Pietro Giovanni Guzzo, della iniziativa imprenditoriale portata avanti dalla consorte e dai soci? Difficile trovare una risposta, almeno per il momento. Anche perché l'unica persona in grado di chiarire questo amletico dubbio si trova, attualmente, lontano dai sacri confini nazionali. Il "caso" è scoppiato a seguito delle verifiche avviate dai vigili urbani della cittadina mariana all'interno della Soprintendenza Autonoma. Stando a quanto avrebbero accertato gli agenti che hanno materialmente provveduto ad effettuare i controlli, il punto di vendita era del tutto sconosciuto agli uffici municipali. Insomma, i "colletti bianchi" di Palazzo de Fusco, coordinati dal maggiore Salvatore Contaldo e dal capitano Gaetano Petrocelli, non avrebbero mai rilasciato alcuna autorizzazione amministrativa. Circostanza, questa, smentita seccamente dalla società interessata attraverso una nota alla stampa. Stando, però, a quanto sarebbe stato rilevato dal piccolo plotone di uomini in divisa che si sono recati all'interno degli Scavi, la struttura destinata alla commercializzazione di pubblicazioni ed ausili multimediali inerenti le rovine di epoca romana sarebbe sorta dal nulla. Un'attività, peraltro ben avviata, di cui la ripartizione commercio del comune ignorava, però, l'esistenza. Di qui la chiusura immediata. La vicenda ha ormai assunto i contorni del giallo. Dopo un'accurata verifica della corrispondenza in entrata e in uscita, i vertici della macchina comunale hanno escluso di aver mai ricevuto alcuna comunicazione relativa al bookshop. Da che parte sta la verità?
Appalto alla moglie del Sovrintendente. Scavi, il bookshop affidato alla Electa: la consorte di Guzzo è nel Cda dell'azienda
A Pompei, un "bookshop" all'interno degli Scavi è stato chiuso dalla polizia locale per abusivismo commerciale. La società che gestiva il punto vendita, l'Electa, ha un consiglio di amministrazione che include la consorte del Soprintendente Pietro Giovanni Guzzo. La questione è se il Soprintendente era a conoscenza dell'iniziativa. La polizia ha trovato che il punto vendita era del tutto sconosciuto agli uffici municipali e che la società non aveva comunicato la costruzione al comune. La società ha smentito la mancanza di autorizzazione amministrativa. La vicenda ha sollevato polemiche e si è scoperto che il Soprintendente è lontano dal paese.
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