A Borgo Priolo, nell'Oltrepò, il palazzo dove soggiornò il nipote di Bonaparte ospita studenti e la «Banca dei giovani» Salvataggio con quattro anni di restauri PAVIA. Sulle prime alture dell'Appennino Lombardo, nel comune di Borgo Priolo, Oltrepò Pavese, sorge un antico complesso nobiliare dove si sono succedute famiglie blasonate pavesi e alti esponenti del clero. Nel raggio di una ventina di chilometri appena, la consapevolezza della sua esistenza si perde. Sono in pochi, soprattutto tra le nuove generazioni, a sapere di quella dimora; ancor meno a conoscere la storia di Torrazzetta, la villa-castello immersa nel bel parco di alberi secolari. Qui, dove i Marchesi Serra hanno vissuto fino alla metà del secolo scorso, e nel 1859 trovò ricovero Napoleone III, nipote del celebre Bonaparte, sta nascendo un importante polo di accoglienza e formazione per i giovani di tutta Italia. Le antiche mura proteggono la torre tardo medievale, l'Eremo, la villa, e le scuderie. Erano il cuore pulsante dell'attività di don Niso Dallavalle, sacerdote ed educatore piacentino che nel 1956 aveva trasformato Torrazzetta in un centro di spiritualità e di riferimento giovanile. «A gestirlo c'erano un piccolo gruppo di suore laiche della Comunità Rosa Mistica fondata da mio fratello spiega Erasmo Dallavalle, fratello minore del sacerdote . Sono state qui sino al 2014, fino a che le forze glielo hanno permesso, poi mi sono rimboccato le maniche e con la Fondazione don Niso Dallavalle ho cercato di ridare nuova linfa a questo luogo incredibile». Nel 2015, prima che tutto potesse andare perduto, Erasmo Dallavalle, medico ormai in pensione, decide di riprendere in mano il nobile progetto del fratello: grazie a un piano di ristrutturazione da un milione e mezzo di euro, finanziato per due terzi da Fondazione Cariplo, sono iniziati i lavori di ripristino della struttura: 4 anni di interventi, dalle revisione dell'impiantistica alla realizzazione di camere nell'ala ricettiva della Villa, dove un tempo soggiornò Napoleone III. La stanza in cui, dai racconti tramandati dagli abitanti del posto, dimorò l'imperatore dei francesi, è rimasta intonsa, negli arredi e nella disposizione. Non a caso Torrazzetta è strettamente collegata agli eventi che segnarono il Risorgimento e l'unità d'Italia, sorgendo nel territorio allora di confine tra Sardegna e Lombardo-Veneto. «Abbiamo preservato il fascino di un tempo in chiave contemporanea spiega Dallavalle . I costi per mantenere una struttura imponente come questa sono considerevoli, per questo cerchiamo di coprirli affittando alcuni spazi per eventi, seminari e convegni». Il glorioso passato di Torrazzetta farà da sfondo a numerosi progetti futuri già in cantiere. Primo fra tutti quello di Youth Bank, di Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, la banca dei giovani che qui si uniranno in piccole imprese, si avvicineranno al Terzo Settore, e genereranno posti di lavoro, puntando soprattutto al coinvolgimento delle cooperative socio-educative che si stanno impegnando contro la dispersione scolastica. Torrazzetta è stata scelta come sede per la scuola (gratuita) che oggi è frequentata da 60 studenti under 25. I giovani filantropi del domani avranno il compito di amministrare una dote finanziaria di base, messa a disposizione da enti e fondazioni, per concretizzare le loro idee.