Continua a svelare tesori l'area dell'Inviolata, a Guidonia, sulla carta parco archeologico sin dal 1996 ma mai davvero valorizzata. Sarebbe venuta proprio da lì, durante uno scavo clandestino, un busto-ritratto in marmo a grandezza superiore al vero dell'Imperatore Settimio Severo, al potere tra il 193 e il 211 avanti Cristo, che sarà presentato al pubblico la prossima settimana a Roma dalla Soprintendenza dopo un accurato restauro, realizzato in collaborazione con l'Istituto autonomo speciale Villa Adriana e Villa d'Este. «Una splendida opera - dicono dalla Soprintendenza diretta da Margherita Eichberg - che arricchisce la serie di immagini dell'imperatore originario di Leptis Magna, in Tripolitania. L'opera è stata recuperata dalla Guardia di Finanza nel 2018 dopo essere tornata alla luce, secondo notizie acquisite, durante scavi clandestini nel 2016-17. Il ritratto è databile al 204-211 d.C.». Ma a sorprendere ancora di più è che il luogo esatto di provenienza potrebbe coincidere con la "Villa della Triade Capitolina", cioè lo stesso sito mai completamente scavato da cui emerse anche allora nel corso di scavi abusivi il celebre gruppo scultoreo che rappresenta l'unica copia al mondo in cui le tre divinità sono rappresentate nella loro interezza, oggi custodita al museo di Montecelio. «La villa - spiega l'archeologo della Soprintendenza Zaccaria Mari - che già il culto della Triade olimpica riporta a un personaggio altolocato, potrebbe essere appartenuta, sulla base di una iscrizione funeraria, alla famiglia senatoria dei Servilii Silani, proprietari di altre villae nei dintorni di Roma, e potrebbe essere confluita nel demanio imperiale con le confische seguite all'uccisione, sotto Commodo, di alcuni senatori. È stato anche ipotizzato che sempre da qui provenga la bellissima statua dell'imperatrice Vibia Sabina o una domina della corte adrianea, conservata nell'Antiquarium di Villa Adriana». Il busto di Settimo Severo poteva far parte di una galleria di ritratti di "Cesari". Sarà mostrato ufficialmente il 4 dicembre a Palazzo Patrizio Clementi, a Roma, alle 16. Dopo l'introduzione del soprintendente Margherita Eichberg, interverrà il capitano Filippo Esposito della Guardia di Finanza, che ha recuperato l'opera. A seguire le relazioni di Zaccaria Mari, Massimiliano Papini, Giuseppina Ghini e Silvia Aglietti. Conclude Alfonsina Russo, direttore del Parco Archeologico del Colosseo.