Ha 32 anni Salvatore Nastasi e nelle sue vene scorre sangue mediterraneo, con un padre barese ed una madre di Reggio Calabria. Avvocato, vince il concorso ed entra come funzionario al Ministero, prima tappa di una carriera da enfant prodige nei beni culturali. La sua prima sede è per l'appunto Firenze, dove lavora alla Soprintendenza di Palazzo Pitti. Rientrato a Roma, dove vive, diventa dirigente nel 2002 fino alla promozione a direttore generale degli spettacoli dal vivo e dello sport (il più giovane della Pubblica Amministrazione), carica che tuttora ricopre (e continuerà a ricoprire anche durante l'incarico al Maggio). Chi lo ha conosciuto nel suo breve passaggio fiorentino, lo ricorda come un vero e proprio stakanovista: uno di cui nessuno ha il cellulare, tanto lo si trova sempre in ufficio alla sua scrivania, sabato compreso. Nella lettera con cui il ministro comunica al sindaco la sua decisione di commissariare, Nastasi è definito da Buttiglione «competente, tenace e imparziale». Tre doti che gli saranno utili nel difficile incarico che gli si presenta a Firenze. Sul suio nome i sindacati si astengono dal far commenti, limitandosi à sottolineare che Nastasi ha contribuito alla legge di riforma sulle fondazioni lirico-sinfoniche conosciuto come "decreto Asciutti", uno dei rospi che i lavoratori hanno dovuto ingoiare in questi ultimi mesi bui, caratterizzati da una politica governativa volta al soffocamento del settore. Ma c'è la speranza che a Firenze operi scelte di maggior "prudenza". Forse l'incarico fiorentino gli farà bene - qualcuno ironizza - proprio a lui che da anni si occupa di legislazione in materia: vedere in prima persona cosa accade in un teatro, certo, è cosa ben diversa che trovarsi alla scrivania del proprio ufficio.
Un avvocato con il pallino dei beni culturali
Salvatore Nastasi, 32 anni, avvocato e funzionario del Ministero, vince il concorso per lavorare alla Soprintendenza di Palazzo Pitti a Firenze. Lavora al Ministero fino al 2002, quando diventa dirigente e poi direttore generale degli spettacoli dal vivo e dello sport. Nastasi è conosciuto come uno di cui nessuno ha il cellulare, sempre presente in ufficio. Il ministro comunica la sua decisione di commissariare Nastasi al sindaco, definendolo competente, tenace e imparziale. I sindacati si astengono dal fare commenti, ma sottolineano che Nastasi ha contribuito alla legge di riforma sulle fondazioni lirico-sinfoniche.
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