L'amministrazione comunale di San Daniele del Friuli sta da alcuni mesi portando avanti un progetto riguardante la famosa e preziosa Biblioteca Guarneriana: esso prevede la separazione delle due sezioni, antica e moderna, lo spostamento di quest'ultima in un edificio lontano dal centro cittadino e, soprattutto, l'affidamento della gestione della prima - nata dalla precisa volontà di Guarnerio d'Artegna di mettere i propri libri a disposizione della comunità - a un ente terzo, forse una fondazione, che dovrebbe 'valorizzarla' anche mediante un'esposizione permanente di manoscritti nei locali ora occupati dalla sezione moderna. Contro questa iniziativa, in difesa della Biblioteca, si è costituito il Civico Comitato Guarneriano, che è riuscito a ottenere anche un referendum consultivo per il 24 novembre prossimo. Nel frattempo, visto che l'amministrazione comunale non ha fornito nessun chiarimento o nessuna rassicurazione sul destino della Biblioteca, è stata scritta una lettera aperta rivolta al sindaco di San Daniele del Friuli, Pietro Valent, affinché dia ascolto ai pareri degli esperti in materia. Se condividete i timori del Comitato, espressi nella lettera che trovate riportata qui sotto, potete aderire all'appello rispondendo "sì" all'indirizzo 1466ccggmail.com , mettendo in oggetto "appello per la biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli" e indicando con quale titolo desiderate essere indicati. Segnaliamo anche, per aggiornamenti, il sito fb Civico Comitato Guarneriano Riportiamo qui il testo della lettera: LETTERA AL SINDACO DI SAN DANIELE Egregio Sindaco Valent, Apprendiamo dei Suoi progetti circa la Biblioteca Guarneriana, e facciamo nostra l'apprensione di quella parte di cittadinanza che si è mobilitata chiedendo un referendum per poter esprimere il proprio pensiero sul futuro che la Sua Amministrazione preannuncia per la prestigiosa biblioteca. Riteniamo doveroso esprimere pubblicamente la nostra preoccupazione. Il patrimonio della Guarneriana è, del resto, d'interesse per l'intera comunità scientifica mondiale. Il suo fondo antico, specialmente quello manoscritto, rappresenta un eccezionale documento per la storia della cultura. Per il valore dei testi trasmessi; per l'importanza e la bellezza dell'apparato figurativo di quelli arricchiti da miniature; per il dialogo tra testo e immagine; per il ruolo che il libro ha svolto in ogni epoca storica; ma anche, come espressione della volontà dei collezionisti che hanno donato le proprie biblioteche personali alla comunità cittadina; e per le valenze che tale patrimonio riveste come cifra della memoria di un'intera realtà culturale. Ciò che il Suo progetto sembra voler realizzare è la 'museificazione' della Sezione Antica della Guarneriana, con codici esposti in bacheca: una biblioteca resa visibile più che consultabile, con una "valorizzazione" che non passa attraverso lo studio e la ricerca scientifica, ma attraverso la commercializzazione, in una concezione economicistica della biblioteca, con un'idea di cultura come business, dove tutto quello che non fa cassa non serve, dove il passaggio del turista è l'unico scopo da raggiungere. Il patrimonio librario e archivistico non può essere 'museificato' perché verrebbe meno la sua principale funzione cioè la fruizione, intesa come studio, ricerca e conoscenza. Una "valorizzazione", inoltre, che trascura di tenere in conto gli elementi essenziali per la conservazione di un patrimonio unico. La raccolta libraria della Guarneriana contiene un'ampia serie di materiali organici, come pelli animali, carta, tessuto, tutte sostanze che per loro natura sono sottoposte a continui e inevitabili processi di invecchiamento. Tutte le lunghezze d'onda della luce visibile, infrarosso e ultravioletto accelerano la decomposizione chimica dei materiali organici: la luce, naturale o artificiale che sia, provoca la decolorazione, l'ingiallimento o l'imbrunimento delle carte e delle pergamene; provoca scolorimento di supporti e colori, cambiamento di colore, alterazione della leggibilità e dell'aspetto dei documenti. Ed il danno provocato dalla luce è irreversibile. La Guarneriana ha una storia, come pubblica istituzione, di cinque secoli e mezzo: cinque secoli e mezzo di continuità, dal lascito guarneriano ad oggi. Pubblica la proprietà giuridica e pubblica la destinazione, fin dai tempi del testamento di Guarnerio. La "pubblica utilità" del patrimonio culturale si rifà citando Salvatore Settis ai valori di storia, cultura, arte e memoria, a valori collettivi, a quei legami e responsabilità sociali che sono sempre e comunque di pertinenza pubblica, cioè dell'insieme di tutti i cittadini. Questa sovranità popolare comporta, da un lato, la massima accessibilità a tutti, e dall'altro la responsabilità da tutti condivisa, di preservarlo per le generazioni future. I cittadini sono gli eredi e i proprietari del patrimonio culturale. Nel caso della Guarneriana, i cittadini di San Daniele lo sono, non solo nel suo valore simbolico e metaforico, come incarnazione di quella comunità e della sua memoria storica, ma anche nel suo valore giuridico. Cedere la valorizzazione del patrimonio della Guarneriana ad un ente terzo, partecipato da privati, così come sembra voler fare Lei, Sindaco Valent, significa di fatto se non di diritto cedere la titolarità di tutte le scelte che riguardano tale patrimonio. Nel consiglio d'amministrazione di una fondazione, la voce dei cittadini di San Daniele sarà solo una tra molte: per decisioni che la comunità non condivida, i cittadini non avranno più alcuno strumento per far sentire con forza la propria voce, neppure più l'arma del referendum. Da ultimo, l'allontanamento dal cuore cittadino di una porzione della Guarneriana di quella porzione di biblioteca, la Sezione Moderna, che offre servizi a tutti i Suoi concittadini e che insieme offre l'indispensabile supporto alla conoscenza e alla ricerca scientifica sul patrimonio dell'Antica per sostituirla con servizi ad uso dei turisti, avrà sicuramente un impatto duraturo sulla comunità che, pro tempore, Lei ora amministra. Il turismo, di per sé, certamente rappresenta una risorsa per un territorio, ma è stato valutato il rischio dell'overtourism e dell'estromissione dei sandanielesi dallo spazio urbanistico che qualifica la loro stessa identità storica e comunitaria, come purtroppo si è già visto in molti casi in Italia? Sicuramente la Città di San Daniele ha diritto di scegliere il proprio destino e le modalità di gestione della Biblioteca Guarneriana, e, Sindaco Valent, noi, anche per questo, La invitiamo a riflettere attentamente e ad ascoltare la voce di una comunità cittadina che si è attivata prima in Italia, nella storia del Paese per tutelare la propria biblioteca.
Fonte non specificata
14 Novembre 2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco
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Bene culturale
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