In mostra 14 dipinti e 12 disegni del maestro provenienti dalla collezione Jonas Netter e Alexandre sulle 122 esposte, valore 540 milioni. Parcella di 1,2 milioni di euro per Marc Restellini A cento anni dalla morte di Amedeo Modigliani il comune di Livorno gli dedica una mostra nel museo della città in piazza del Luogo Pio firmata da Marc Restellini. L'esposizione 'Modigliani e l'avventura di Montparnasse. Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre' che inaugura oggi, mercoledì 6 novembre la preview e apre al grande pubblico giovedì 7, porta nella città che diede i natali al maestro 122 opere, di cui 14 dipinti e 12 disegni di Modì. Ci sono dipinti e disegni appartenuti ai due collezionisti, Netter e Alexandre, che lo hanno accompagnato e sostenuto nella sua vita, e un centinaio di opere di artisti con cui aveva fatto amicizia come Maurice Utrillo, André Derain, Chaïm Soutine, la stessa compagna Jeanne Hébuterne, che mossero i loro passi in quel periodo maledetto parigino, e altri come Suzanne Valadon, Moïsee Kisling, Maurice de Vlaminck. I costi Il valore assicurativo della mostra patrocinata dal Mibact e dalla Regione Toscana è di 540 milioni di euro da contratto ed è costata al Comune di Livorno 1.255.000 euro di commissioni pagate presso una banca di Dubai al prestatore Restellini - attraverso l'Istitut Restellini LLC, una srl registrata a Sharjah negli Emirati Arabi Uniti, - per il prestito, l'ideazione, la produzione, i trasporto e l'assicurazione della esposizione. Consultate le compagnie di assicurazione citate nel contratto (Lloyd's, Axa, AGA, Hiscox) alcune hanno declinato la copertura, ma c'è chi ha assicurato. Il rappresentante del prestatario, la città di Livorno, è la Fondazione Goldoni, che copre i costi dell'esposizione, sicurezza compresa. La città riconosce che le opere non sono di proprietà di Restellini, gestore della collezione Jonas Netter e dei suoi eredi (Gérarde, Dominique e Fonds de Dotation Jonas Netter), e che se richiesto da Restellini la città di Livorno darà la garanzia di immunità e di impossibilità di sequestro da parte del governo italiano o secondo la legge italiana. Infine le parti concordano di mantenere confidenziali i termini e le condizioni dell'accordo. Insomma un patto di riservatezza tra il curatore e la città, rappresentata dalla signora Letizia Baldi, direttore del Settore attività culturali, musei e fondazioni.