Repulisti generale delle norme vecchie di almeno 35 anni. Sfoltimento delle pratiche bu-rocratiche e possibilità, per le pubbliche amministrazioni, di utilizzare anche strumenti di diritto privato. Sono i punti salienti del disegno di legge Ac 5864 di semplificazione amministrativa, che venerdì prossimo dovrà essere approvato definitivamente dalla camera. Sul disegno di legge, che martedì tornerà in discussione in prima commissione prima di approdare all'aula di Montecitorio, si era registrata là spaccatura del centrosinistra. Al momento dell'approvazione al senato, infatti, il provvedimento non solo aveva collezionato il sì del centrodestra ma anche dei Ds. In ordine sparso la Margherita, tutti gli altri partiti avevano invece votato contro. «Il ddl si inserisce nel processo di modernizzazione del paese», ha spiegato Learco Saporito, sottosegretario alla funzione pubblica, «e in quanto tale reca misure bipartisan». La previsione più innovativa è la rottamazione delle leggi considerate obsolete. In pratica tutte le norme entrate in vigore prima del 1970 decadranno automaticamente, a meno che nella relazione che il governo presenterà al parlamento non si dia una indicazione contraria. Un meccanismo ghigliottina, insomma, che dovrebbe fare chiarezza nel panorama normativo italiano, da tempo ritenuto troppo inutilmente ricco di leggi. I codici e le raccolte di leggi resteranno invece in vigore. Altro punto nodale è la previsione di una serie di deleghe al governo per riordinare le autorizzazioni e i permessi per le attività di impresa che fanno da pendant a misure analoghe inserite dal governo nel decreto legge sulla competitività. Dopo la riforma Bassanini, che ha accentrato presso un solo ufficio le operazioni per l'apertura o la modifica di un'attività imprenditoriale, la legge di semplificazione amministrativa 2005 insiste, dunque, per un ulteriore snellimento delle pratiche. Entro 18 mesi dall'entrata in vigore del provvedimento, il governo dovrà adottare una serie di decreti di riassetto delle disposizioni di competenza legislativa esclusiva statale vigenti in materia di adempimento amministrativo delle imprese, ad esclusione del settore fiscale, previdenziale, ambientale e delle norme gravanti in quanto datori di lavoro. Le misure vanno dalla riduzione degli atti sottoposti all'obbligo di conservazione da parte degli imprenditori alla sostituzione delle norme prescrittive con sistemi di incentivi e disincentivi; dalla previsione di forme di autoregolazione, allo snellimento dell'iter per svolgimento, trasformazione, trasferimento e cessazione d'impresa. Con la possibilità di coordinare l'iscrizione al registro delle imprese con le attività degli sportelli unici già esistenti. Si dovrà, inoltre, disciplinare la possibilità per le pubbliche amministrazioni di agire con strumenti di diritto privato. Resta il diritto pubblico per le materie che richiedono l'esercizio di poteri autoritativi. Interventi in arrivo anche sul fronte del notariato. Oltre a ra-zionalizzare le norme, le prime risalgono al 1913, è prevista la scrittura di atti pubblici anche in lingua straniera, la sostituzione delle nullità degli atti, salvo esigenze di tutela di interessi primari, con sanzioni disciplinari a carico del notaio. Il controllo sugli atti notarili, inoltre, è limitato alla sola regolarità formale. Il decreto delegato rende inoltre obbligatoria l'assicurazione per i danni cagionati nell'esercizio professionale. Un fondo dovrà essere istituto anche per risarcire i danni di origine penale. Nel provvedimento si prevede anche una semplificazione delle domande per il risarcimento danni che possono presentare i familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.