Tutti su posizioni diverse. Mentre gli occupanti della «Cavallerizza» al termine dell'assembra di ieri pomeriggio bocciano il masterplan della sindaca e dell'assessore Antonino Iaria sul futuro del complesso di via Verdi - definendolo «un'idea di valorizzazione esclusivamente economica» - saltano fuori divisioni da tutte la parti. La più evidente è quella interna ai 5 Stelle, che rischia tra l'altro di far rinviare la presentazione (il 31 ottobre) del masterplan per il recupero della Cavallerizza Reale. Lo dice bene la capogruppo Valentina Sganga: «Noi quel piano non lo conosciamo ancora. Prima di partire bisogna fare un passaggio interno alla maggioranza per discuterlo». Di qui, il rinvio. Da parte di Cassa depositi e prestiti, invece, c'è l'intenzione di rispettare i patti con il Comune, cioè di consegnare il progetto il 31 ottobre. Che cosa accadrà se ognuno andrà per la propria strada e non si troverà una mediazione? Che s'acuiranno le tensioni. E Damiano Carretto fa che mettere le mani avanti e annuncia: «Se quel piano non prevederà il rispetto delle nostre promesse elettorali, valuterò seriamente l'ipotesi di lasciare i 5 Stelle». L'assessore Antonino Iaria, invece, per il momento sceglie la strada di non sbilanciarsi e si limita a un secco «no comment». Insomma, sebbene su posizioni differenti la questione «Cavallerizza» domina il dibattito. Dentro e fuori le vecchie mura. E mentre gli occupanti annunciano che il festival che doveva partire oggi e durare fino a domenica «Ménage à trois» è stato rinviato, vanno avanti i lavori per eliminare ogni possibile irregolarità, a partire proprio dagli attacchi elettrici abusivi. Se ne è riparlato alla presenza del prefetto Palamba. I tecnici controlleranno i contatori delle associazioni che gravitano in Cavallerizza: ogni anomalia di collegamento sarà staccata. Ancora dubbi, invece, sugli interventi sul teatro. Che avrebbe bisogno anche di una visita della Commissione di vigilanza, essendo che viene usato per eventi e feste. A cui partecipano parecchie persone. Sullo sfondo di questa storia c'è un altro tema caldo: quello del regolamento sui beni comuni. Anche su questo la maggioranza non parla all'unisono. Se per Chessa «La priorità assoluta deve essere la sicurezza e la tutela della struttura» (anche arrivando allo sgombero degli occupanti) Carretto ha una visione differente. E per lui il regolamento avrà il compito di traghettare la situazione attuale in una in cui «il Comune riconosce come un bene l'uso pubblico di quella struttura, accompagnandola alla legalità». Ma anche qui è un ginepraio: il regolamento a cui ha lavorato l'assessore Marco Giusta dovrà essere approvato a breve. Ma prima ci sarà un incontro con i comitati e gli occupanti. Che hanno già espresso più di una perplessità e se non si dovesse arrivare a una quadra potrebbe essere un altro fronte aperto. Che potrebbe far affondare il tentativo di costruire un percorso condiviso.