Tre euro per la tariffa ordinaria, sei per le giornate da bollino rosso, otto per quelle da bollino nero: sono gli importi che dovranno essere pagati nel 2020 come contributo di accesso per chi visita Venezia. È quanto previsto dalla delibera approvata dal Consiglio comunale lagunare con 18 voti favorevoli e cinque contrari, dopo il primo via libera alla misura deliberata a inizio anno. Prende dunque forma il provvedimento con cui il Comune di Venezia tenterà di mettere un argine ai flussi turistici che quotidianamente affollano calli e campielli, provocando disagi ai residenti e difficoltà nella gestione quotidiana della città. Un iter non privo di ostacoli, quello che ha portato all'approvazione del contributo d'accesso. Nel corso dei mesi, per stessa ammissione degli assessori lagunari incaricati di dare forma al provvedimento, sono emerse "criticità operative e gestionali" che hanno man mano rimandato al prossimo anno l'entrata in vigore del contributo. Gli stessi vettori incaricati di riscuoterlo hanno manifestato più di qualche dubbio circa le soluzioni da adottare. Multe fino a 300 euro L'ultima polemica si è sollevata a metà ottobre, quando i consiglieri di minoranza Monica Sambo ed Emanuele Rosteghin (Pd) hanno portato a galla l'incongruenza secondo cui la tassa di sbarco sarebbe "abbonata" per i parenti residenti nella città storica mentre spetterebbe a quelli dei residenti nella città di Mestre. Dopo un primo anno di rodaggio, a partire dal 2021 varierà l'importo di chi verrà a visitare Venezia. La tariffa ordinaria, infatti, salirà a sei euro. Tre euro, invece, nelle giornate da bollino verde, otto in quelle "rosse" e 10 in quelle "nere". Per i vettori navali che stipuleranno una convenzione con il Comune è stata decisa una tariffa "flat" valida tutto l'anno: cinque euro per il 2020 e di sette per gli anni successivi. La novità del provvedimento varato dall'assemblea di Ca'Farsetti, riguarda l'obbligo per il turista di conservare ed esibire ai controllori la ricevuta che attesterà il pagamento del contributo di accesso e soprattutto la presa in carico diretta da parte dell'amministrazione municipale del sistema di riscossione. Perché il meccanismo possa andare a pieno regime, si sottolinea in Comune, a partire dal primo luglio 2020 sarà necessario creare un sistema di riscossione che consenta il pagamento con carta di credito, paypal o bonifico. Per chi sgarra, infatti, sono previste multe da un minimo di 50 a un massimo di 300 euro.