Il poeta premio Nobel per la letteratura è sepolto nel cimitero di San Felice a Ema: nessuno si è fatto avanti per il rinnovo. La salma di Eugenio Montale, sepolta al cimitero di San Felice a Ema a Firenze, corre il rischio di essere "sfrattata" e di finire nell'ossario comunale. La concessione del loculo di famiglia del poeta premio Nobel per la letteratura, dove è sepolta anche la moglie Drusilla Tanzi, è scaduta da otto anni. E pare che nessuno abbia risposto all'ultimo bando del Comune di Firenze per la conferma. Lo scrive il quotidiano on-line "Nove da Firenze" che ha invitato per oggi, dalle 15 alle 17, a recarsi davanti alla lapide di Montale per testimoniare la vicinanza di Firenze, nel 123esimo anniversario della nascita del poeta, avvenuta il 12 ottobre 1896 a Genova. La tomba di Montale figura nell'elenco di quelle indicate nel bando, affisso al cimitero, lanciato dal Comune lo scorso anno per confermare le concessioni scadute delle sepolture a San Felice a Ema. Cimitero dove il premio Nobel riposa dal 1981, anno della sua morte, insieme alla moglie Drusilla Tanzi, scomparsa nel 1963. Sul caso è intervenuta la capogruppo di Forza Italia in Senato, Anna Maria Bernini, che con un post su Facebook si è rivolta al ministro della Cultura Dario Franceschini. "Il nome del poeta degli 'Ossi di Seppia' compare nella lista delle concessioni scadute, e siccome il Comune sta mettendo ordine nel settore, c'è il rischio concreto che i resti possano finire nell'ossario comune" scrive la senatrice sulla sua pagina social. "Sarebbe un insulto alla sua memoria e a tutto quello che Montale rappresenta per la cultura mondiale, proprio nei giorni in cui sono stati assegnati i Nobel 2019 per la Letteratura. Dario Franceschini intervenga subito per scongiurare questo scempio!".