VENEZIASi è evitato il disastro, ma con i tagli operati nell'ultimo biennio la Fenice versa ancora in condizioni drammatiche. A lanciare l'allarme è stato ieri il Sovrintendente della Fondazione La Fenice Giam-paolo Vianello, che ha colto l'occasione della presenza alle Sale Apollinee del ministro dei Beni Culturali RoccoBuiti-glione. intervenuto per la presentazione del progetto Echo, di digitalizzazione dei libretti d'opera. Sull'ipotesi di nuovi tagli al Fus, il Fondo pubblico per lo spettacolo, il ministro aveva rassicurato: «Ma quali tagli al Fus? E' vero che erano stati ipotizzati, ma quest'anno la questione è rientrata grazie alla saggia decisione del Parlamento e anche all'inte-ressamento dello stesso Ministro dei Beni culturali». Peccato, ha osservato a margine della presentazione il Sovrintendente Vianello, che i tagli fatti nei due anni precedenti avessero già messo in seria difficoltà l'ente lirico. «Diciamo che si è evitato il disastro, però noi speravamo che oltre a ritirare i tagli per il 2005 ci venisse restituito qualcosa di quanto sottratto negli ultimi due anni». Le cifre sciorinate da Vianello sono eloquenti: su un bilancio di una trentina di milioni di euro, ne sono scomparsi per i tagli oltre 2,5, pari a circa l'8 del bilancio. «E' vero che potevano essere 3,5 se ci fosse stato l'ulteriore taglio, ma anche così per noi è un dramma. Siamo infatti costretti a diminuire il numero di produzioni e, se continueremo di questo passo, dovremo intervenire sul personale. Si rischia di avere un teatro nuovo, buono solo per le visite guidate». Il ministro Bottiglione ha comunque annunciato che tenterà di recuperare qualcosa dei tagli passati, anche se per il futuro auspica l'intervento dei privati: «Dobbiamo chiederci che funzione ha la lirica nel nostro paese. La sfida è quello di avere davvero una funzione educativa e di formazione culturale, solo se entro un adeguato progetto culturale vi sarà un adeguato sostegno pubblico. E' però necessario che la lirica elimini sacche di privilegio che tuttora esistono al suo interno e che si rivolga anche ad altri soggetti, enti pubblici e privati». Sulle «sacche di privilegio» Vianello concorda: «Gli attuali contratti sono troppo rigidi per essere applicati nel mondo dello spettacolo che richiederebbe maggiore flessibilità. E questo poi si paga in termini economici». Intanto Venezia si candida a diventare uno dei poli di riferimento per la messa in rete dei libretti d'opera: grazie al progetto Echo, curato dalla Fondazione Cini in collaborazione con Fenice, Marciana, Casa Goldoni, Fondazione Levi e con la collaborazione di Arcus (la società del Ministero dei Beni culturali che finanzia il progetto per un milione di euro), saranno digitalizzati gli oltre 56mila libretti d'opera custoditi nelle biblioteche veneziane, i più antichi risalenti alla metà del Cinquecento.