VIESTE Saranno eseguiti dall'impresa Giovanni Volpe di Taranto, che si è aggiudicata l'appalto svoltosi nella sede sipontina dell'arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, i nuovi lavori di restauro della basilica cattedrale di Vieste. Sull'importo complessivo, ammontante a 413 mila 165 euro, l'impresa tarantina ha proposto un ribasso pari al 19,9 e un costo totale, quindi, di 245 mila 388 euro, risultando la più favorevole tra le 11 offerte pervenute da altrettante ditte partecipanti al pubblico incanto. Frutto dell'intesa istituzionale di programma tra il Governo e la Regione Puglia, il restauro che si andrà ad effettuare all'antico tempio viestano, nasce dall'accordo sottoscritto nel quadro dei «Beni ed attività culturali» e si riferisce all'ultimo stralcio del progetto generale redatto nel 1996 per l'importo, allora in lire, di un miliardo e 400 milioni. Importo che va ad aggiungersi al precedente di circa due miliardi di lire, finanziato dalla Soprintendenza per i beni ambientali della Puglia, con il quale furono eseguiti lavori di consolidamento tra il 1986 e il 1994. Gli interventi che si andranno a realizzare con il nuovo appalto, riguardano, in particolare, il campanile, le coperture, l'interno della chiesa e la pavimentazione. Le preoccupazioni maggiori riguardano proprio il campanile, già in parte oggetto d'intervento nel 1999 a seguito della caduta di alcune parti di conci lapidei delle facciate prospicienti spazi pubblici. Ora si andrà ad intervenire sulle facciate non oggetto di lavoro nel 1999 e che presentano fenomeni di degrado superficiale, causato dalla particolare esposizione ai venti, col rischio di caduta di frammenti. I lavori riguarderanno anche l'interno della torre campanaria, piuttosto massiccia, di carattere tardo barocco e ricostruita dopo il distruttivo terremoto della prima metà del '600. Tra l'altro sarà demolita la rampa della scala interna che porta alle campane e che risulta pericolante. Sarà rifatta in struttura più leggera assieme agli intonaci e a quelle parti lapidee a vista mancanti perché crollate. Al fine di garantire la protezione interna della chiesa, il progetto, redatto dagli ingegneri Giambattista e Doriana De Tommasi, coadiuvati dall'ingegner Antonio Clinico, prevede la posa in opera di pannelli isolanti sui terrazzini laterali con la realizzazione di massetto e pavimentazione in cotto per esterni. Altri interventi, nell'ambito delle tre navate della basilica, saranno finalizzati a verificare lo stato delle murature in corrispondenza delle fessurazioni determinatesi nel tempo, operando in modo da riconseguire la continuità strutturale ricolmando i conci e provvedendo all'esecuzione di eventuali iniezioni di miscele a base di calci. Si effettuerà anche alla stonacatura di quelle parti maggiormente abbisognevoli di interventi restaurativi e alla dipintura con prodotti a vapore di tutte le pareti della chiesa. Nell'ambito dei lavori di riqualificazione della basilica, con specifico riferimento alla pavimentazione, tenuto conto del tempo trascorso dalla sua posa in opera e del conseguente cattivo stato di conservazione, i progettisti hanno previsto la sostituzione del pavimento in cotto con altro in pietra, più consono alle caratteristiche della chiesa ed alla tradizione costruttiva locale. Purtroppo le limitate risorse disponibili non consentono, al momento, di attivare un sistema di monitoraggio globale del tempio, che è comunque necessario. Gianni Sollitto