Riscontrate presunte violazioni edili e di permessi. Indagato l'ex sindaco Dimitri Russo I carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta hanno sequestrato, nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, il cantiere dove sono in corso i lavori di ampliamento della clinica Pineta Grande di Castel Volturno. Indagato anche l'ex sindaco, Dimitri Russo. Le indagini, coordinate dal Procuratore Maria Antonietta Troncone, avrebbero riscontrato violazioni edilizie. Al blitz di stamani hanno preso parte oltre trenta carabinieri. L'accordo di programma del 2003, stipulato tra Regione Campania, Provincia di Caserta, i Comuni di Castelvolturno e Villa Literno, con l'adesione del Consorzio Rinascita e Fontana Blu, prevedeva "la realizzazione da parte dello stesso gruppo societario del centro di eccellenza sanitario per le alte specialità, l'ospedale Domiziano" ma sempre "subordinato alla verifica di compatibilità con il fabbisogno sanitario a livello regionale e alla preventiva sottoposizione alla Valutazione Ambientale Strategica. Non solo: l'accordo di programma prevedeva la realizzazione del centro, "in altra zona del territorio di Castel Volturno, non soggetto a vincolo paesaggistico". Per gli inquirenti, in sostanza, il Consiglio comunale "non solo ha autorizzato tale ampliamento" ma "decideva di non assoggettare a Valutazione Ambientale Strategica il progetto di ampliamento, strumento di verifica dell'incidenza dell'opera sugli aspetti ambientali". L'ex sindaco di Castel Volturno, Dimitri Rurro, figura tra gli indagati dell'inchiesta. Si sarebbe messo a disposizione degli interessi della clinica Pineta Grande di Castel Volturno (Caserta), arrivando a fornire ai responsabili della struttura, "in maniera indebita e clandestina", atti che riguardavano le iniziative prese da un'altra casa di cura "concorrente". La "messa a disposizione" di Russo, sarebbe stata finalizzata, spiega la nota firmata dal Procuratore Troncone, ad "assicurarsi un dignitoso e rispettoso futuro personale al termine dell'incarico politico di sindaco". Da quanto emerge dall'indagine, l'ex sindaco, che ha lasciato la carica nel maggio scorso, si sarebbe "attivato per l'istituzione dell'ottava farmacia comunale (è presidente dell'Incofarma, che gestisce le farmacie comunali), prelazionandola, con l'intenzione di aprirla all'interno della struttura sanitaria Pineta Grande". La Procura avrebbe poi accertato anche numerose assunzioni alla clinica di parenti di consiglieri comunali e funzionari del Comune di Castel Volturno, in servizio all'Ufficio Tecnico (Utc) e all'Ufficio Sanità. Assunzioni che sarebbero avvenute successivamente al rilascio delle delibere che autorizzavano l'ampliamento della struttura. Coinvolto nell'indagine proprio l'ex responsabile dell'Utc Carmine Noviello, già arrestato a marzo con altri dipendenti comunali nell'ambito dell'inchiesta "madre" sui permessi illegittimi rilasciati in cambio di tangenti dal comune del litorale casertano. La Procura evidenzia come il fratello di Noviello fosse stato remunerato per garantire "un immediato collegamento tra Pineta Grande e Utc, e fornire in anticipo informazioni sui controlli che venivano disposti a livello comunale". Il genero di Noviello avrebbe iniziato a collaborare con la clinica, in qualità di medico, nel 2017, per poi essere assunto a tempo indeterminato il giorno prima che Noviello adottasse il permesso a costruire ritenuto dalla Procura illegittimo, atto che sarebbe servito alla clinica "a superare le problematiche evidenziate dalla casa di cura concorrente e le prime risultanze investigative che avevano fatto emergere tali problematiche". Dall'indagine è poi emersa l'esistenza di circa 40 posti letto in più rispetto a quelli autorizzati. Per la Procura, la Pineta Grande avrebbe effettuato negli anni "più ricoveri in regime di accreditamento rispetto ai posti degenza formalmente autorizzati e accreditati e come per alcuni anni abbia fatto risultare quelli che erano ricoveri programmati, ordinari, come ricoveri disposti dal medico del pronto soccorso, in modo da poter poi ottenere il rimborso in extra budget sul presupposto che le prestazioni urgenti non sono rifiutabili. Di tali irregolarità, aggiunge la Procura - veniva investito l'Ufficio Sanità del Comune di Castel Volturno, e tuttavia il dipendente competente indicava a Pineta Grande la strada da seguire per trovare la soluzione". "Questa mattina, poco dopo l'alba, ci è stato notificato un provvedimento di sequestro per i lavori di ampliamento del Pineta Grande Hospital. Le ipotesi di reato riguardano violazioni urbanistiche riguardanti le autorizzazioni tutte, peraltro, comunicate prima dell'inizio dei lavori, alle autorità. Sono sereno e fiducioso nell'opera della magistratura con la quale ho sempre collaborato in passato e continuerò a farlo nel presente". Così il proprietario della clinica Vincenzo Schiavone, imprenditore molto conosciuto, sotto scorta per aver denunciato e fatto condannare gli estorsori del clan dei Casalesi. "Forniremo - aggiunge - tutti i chiarimenti necessari per dimostrare l'infondatezza dell'ipotesi accusatoria. Resta il profondo rammarico per il blocco di un'opera di pubblica utilità, un Presidio Ospedaliero quale il Pineta Grande Hospital, da sempre al servizio dei cittadini della Campania, di quelli provenienti da fuori regione e di migliaia di extracomunitari. Il sequestro danneggia finanziariamente noi, le maestranze, i 1200 dipendenti del gruppo di cui fa parte la struttura, ma rischia di penalizzare ancora di più un territorio privo di servizi, anche quelli essenziali". L'ampliamento della clinica, unico presidio sanitario sul litorale domizio, è un progetto da 80 milioni di euro, la cui conclusione era prevista per gennaio 2020. Con l'ampliamento, la clinica Pineta Grande dovrebbe passare dagli attuali 600 addetti ai 1100 dipendenti, e da 150 posti letto a 400; posti letto recuperati dalla chiusura delle altre strutture della stessa proprietà (80 posti letto della Casa di Cura Padre Pio di Mondragone, 54 posti letto della Casa di Cura Villa Bianca di Napoli, 49 posti letto della casa di cura Villa Ester di Avellino, ndr). Peraltro la concentrazione dei posti letto in un'unica struttura deriva dall'obbligo di dare seguito al Decreto "Balduzzi". La clinica è nota anche per l'assistenza a migliaia di immigrati clandestini che vivono a Castel Volturno.
la Repubblica
18 Settembre 2019
Castel Volturno, sequestrato il cantiere di ampliamento della clinica Pineta Grande
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